Il Natale tocca il cuore di tutti con la gioia di un piccolo bimbo che allarga le braccia per donarti quell’amore di cui hai bisogno.
Buon Natale piccoli e grandi lettori di favole.

i miei libri

Il Natale tocca il cuore di tutti con la gioia di un piccolo bimbo che allarga le braccia per donarti quell’amore di cui hai bisogno.
Buon Natale piccoli e grandi lettori di favole.


Mettiti comodo, oggi ti racconto una favola.
In Italia esiste un mostro che si chiama “conto vendita” attraverso il quale un editore porta i libri in libreria per la vendita e dopo mesi, detratte le varie percentuali di guadagno che variano dal 30 al 60% del prezzo di copertina, se ti va bene (cioè se il libraio ha venduto il tuo libro) tu incasserai la differenza. Questa differenza spesso non è il guadagno dell’editore ma la copertura dei costi ragione per cui tanti piccoli editori hanno chiuso i battenti. Altri (come STARGATTO) dopo l’esperienza mostruosa del conto vendita, per mantenere i costi bassi ma anche un piccolo margine, decidono di vendere direttamente ai lettori con il vantaggio di poter spiegare, illustrare con passione e cura il proprio prodotto.
Sapevi che all’estero non esiste il conto vendita? Il libraio o lo shop book decide di acquistare libri che vuole mettere in vendita perchè gli piacciono, crede in questi prodotti, ha entusiasmo. Che differenza c’è con le librerie in Italia? La passione, la fiducia. So che tanti mi leggeranno storcendo il naso perchè in fondo sanno che è la verità.
Fate un lavoro perchè vi piace, non scegliete mai di avere ma di essere!

Per la terza parola di Folktale Week (ribelle) ho scelto la favola “La prima spada e l’ultima scopa” che Calvino ha raccontato nella sua raccolta Fiabe Italiane. La fiaba è campana e Temperino, la protagonista ribelle femminile, ha tutto il carattere solare e deciso partenopeo.
La fiaba racconta di due mercanti che abitavano di fronte. Uno aveva sette figlie femmine e uno sette figli maschi. Quando si vedevano la mattina dalla finestra il secondo scherniva sempre il primo salutandolo come “mercante delle sette scope”. L’ultima figlia vedendo il padre soffrire lo convince a sfidare il mercante padre delle sette spade a portar via la corona e lo scettro al Re di Francia con il suo primo figlio (la prima spada). L’altro accetterà e dopo diverse peripezie la furba ragazza ribelle riuscirà a portar via scettro e corona, ristabilendo orgoglio e felicità nel suo amato padre.

L’illustrazione della terza giornata di Folktale Week è ispirata a una favola di Basile del 1635 e si intitola “le tre fate”. Come nella buona tradizione, la bellezza e la gentilezza sono sempre premiate e Cicella, la protagonista, viene trasformata in una principessa mentre una stella splendente cade sulla fronte della ragazza.
La parola è “stella” che nel cuore ispira sempre speranza, protezione e benevolenza del cielo.
Buone favole bambini

La seconda illustrazione della Folktale Week è sulla parola “tree”, albero. Ho scritto molte favole sugli alberi perchè è un simbolo ancestrale molto forte. Per l’illustrazione ho scelto la fiaba italiana scritta nel 1885 dal siciliano Giuseppe Pitrè che iniziò gli studi folkloristici in Italia quindi a pieno titolo in questa mia settimana dedicata alla fiaba folk italiana.
L’immagine della donna che risana l’albero più bello e maestoso del giardino con l’unguento magico, richiama quel desiderio di libertà, di ribellione dalle convenzioni e dai ruoli ma anche del legame profondo che lega ogni donna alla natura, ispirando in lei la magia in grado di riportare ogni elemento nella sua integrità.
La favola non ha un finale positivo per la principessa e l’albero. Entrambi dovranno piegarsi ai tempi e ai narratori che li hanno ricordati.
Ciao Bambini, scriviamo un nuovo finale a questa favola?

Oggi alle 16,00 manderemo in onda la prima puntata di Stargatto TV dedicata ai semi, alla natura, alla magia. Per accedere devi usare il programma telegram sul tuo telefonino e unirti alla trasmissione a questo indirizzo https://t.me/stargatto. Se hai già l’applicazione ricordati di aggiornarla per poter utilizzare questa fantastica funzione che ti permetterà di “accendere” la nostra televisione. Io e Stargatto siamo molto felici di questo risultato e stiamo già preparando la prossima puntata e aspettiamo le vostre letterine che potrete spedire a libristargatto@gmail.com. Non mancare!
Giuseppina e Stargatto

Piccolo pesce blu nuotava in mezzo al mare tra i riflessi del sole. Forse dormiva, non si sa, mentre la corrente lo trasportava un po’ più in là.
“Prendilo, prendilo” gridava un pescatore ma quel piccolo pesce blu era troppo bello per essere fritto in un pentolone! Forza bambini disegnate un finto pesce da far cadere nella rete di quel signore. E’ il primo di aprile, si può fare, non è un delitto far qualche scherzo per sorridere e sognare.
Stargatto adora il gusto di pesce blu ma mi ha promesso che non cerca di mangiarlo mai più!

Della festa della donna sento tanti paroloni, frasi fatte e aforismi ma negli effetti pratici più essenziali vorrei rilevare che la parola *festa* forse è sbagliata perchè mi ricorda la mattanza, che sembra una danza ma trae esistenza solo dall’ignoranza.
Ciao donne, wake up!

Un neurone solitario, nella testa di un pelandrone, studiava notte e giorno per smuovere la situazione.
Annoiato ma soprattutto demoralizzato, sentì una musica soave che lo risvegliò al movimento. Ah! che bello! danzare lento, sinuoso, soave, veloce, saltando o tip tappando!
Poi d’improvviso la musica si fece importante: un passo a due, lo riconobbe il nostro amico, si guardò intorno e tra le ragnatele scorse solo neuroni dormienti. Chiese a tutti di ballare ma niente, quelli neppure una smorfia degnavano al poverino. Sconsolato e abbandonato al suo destino, sospirò lungamente, quando un raggio di luce cristallina la sua attenzione destò: una bella neurona con gli occhi da pantera lo guardava sorridente, muovendo il fianco allegramente.
Da quel giorno i due neuroni danzarono tutto il tempo risvegliando dal torpore tutte quelle mummie dormienti. Finalmente la testa vuota del pelandrone si riempì di musiche e colori e vissero tutti felici e contenti.
Giuseppina Bruno