Categoria: self editor

  • Sotto il mio albero

    Sotto il mio albero

    Stamattina ascoltavo “We are Beautiful” e ho pensato a come siamo belli quando sappiamo esprimere la nostra umanità. Vorrei vedere questo in ogni persona che incontro, ma so che non tutti si sentono liberi di farlo. Io ho scelto di potermi permettere questo: di essere me stessa, con tutti i limiti, le imperfezioni e le infinite possibilità che comporta essere un umano.

    Sono le piccole cose che contano, ora lo sappiamo un po’ di più. Auguro a tutti i miei lettori, alla mia famiglia di qualsiasi grado e localizzazione spazio-temporale, agli amici, ai miei collaboratori una valanga di piccole cose, invisibili, meravigliosamente inevitabili.

    Auguri!

  • Il ricordo di una favola

    Il ricordo di una favola

    Ombrina è un libro che mi è piaciuto tantissimo illustrare. E’ nato nel giardino di mia mamma dove ho passato tanto tempo con lei. Quell’estate ho visto un’ombra strana che mi è passata vicino. Era una piccola libellula, bellissima che è volata via velocemente. Poi è tornata e così mi ha raccontato di quella volta che aveva perso la sua piccola ombra.

    Tutte le cose hanno un’ombra, è normale. Quell’ombra che portiamo dentro la nostra luce e diventa una parte importante, ponderale, che ci ricorda la fragilità e ci rende più forti, più consapevoli.

    Mentre mia mamma curava le sue rose, la libellula raccontava la sua storia e io ho iniziato a disegnare questo libro che è pieno di quel sole e di quella serenità che auguro a tutti i miei lettori, perchè possano essere sempre portatori sani di bellezza, di poesia, di ombre e di luci.

  • Come nasce una favola

    Come nasce una favola

    Le favole nascono dalla fantasia e dalle emozioni. Sono un po’ come delle poesie, delle canzoni. Personalmente non ho un piano di lavoro quando scrivo delle favole, nascono improvvisamente, è il loro momento. Dopo inizia il lavoro duro, attraverso il perfezionamento del testo, lo studio dell’illustrazione, la prova di lettura attraverso i miei lettori di favola preferiti, gli eventuali aggiustamenti, la pulizia del testo, l’individuazione della mission, la preparazione del libro con la scelta del formato, carta, colori e la presentazione del progetto a tutti i miei cari lettori di favole.

    A volte questo percorso dura mesi, è incredibile, ma ho capito che è necessario perchè alla fine ogni favola abbia la giusta gestazione e come per i bambini non sia troppo presto il tempo del suo arrivo in questo mondo.

    Considero tutti i miei libri come dei piccoli bambini che hanno il dono di restare per sempre nella dimensione di quell’innocenza e quella purezza che auguro a tutti i miei cari lettori.

    Giuseppina Bruno

  • Il libro pro-bono

    Il libro pro-bono

    Negli ultimi anni c’è stato un grande proliferare di attività pro-bono ovvero non per il profitto ma per il bene di una causa specifica, generalmente di aiuto sociale. E’ molto bello questo “spendersi” per gli altri, bisognerebbe capire sempre il fine ultimo, quello che di solito si nasconde tra le righe, in mezzo alle virgole e non a causa di intenti malvagi ma di scarsa chiarezza.

    Fare un libro costa in termini di scrittura ma anche di investimento. Se l’autore decide di farlo per causa nobile, il suo lavoro sarà gratuito. Diversamente la pubblicazione avrà dei costi che sono differenti su una stampa o un libro digitale, in alcuni casi anche in maniera rilevante.

    Quello che mi chiedo è semplice. Perchè pubblicare un libro in stampa quando il suo intento è sensibilizzare e raccogliere fondi? Perchè andare a ridurre la raccolta fondi con il costo del libro? Certo, se l’autore si prende carico anche della stampa fa una grande cosa ma nello stesso modo non avrebbe potuto spendere meno nella pubblicazione e dare di più verso la raccolta?

    C’è una linea sottile tra il dare agli altri e il dare per ricevere in noi stessi. Un maggiore senso di autocritica e trasparenza sarebbe certo di più grande aiuto a una più reale beneficenza.

  • Stampa o digitale?

    Stampa o digitale?

    Quando ho pubblicato il primo libro è stata una forte emozione che mi ha anche dissanguato economicamente. Nel tempo il Print on Demand ha ridimensionato i costi di stampa, dando possibilità a tante persone di poter pubblicare un proprio libro. In questo modo puoi stampare quante copie vuoi di un libro, pubblicizzare il tuo libro attraverso la piattaforma scelta per il servizio di stampa a richiesta, invitare i tuoi possibili lettori ad acquistare sulla stessa una o più copie del tuo libro. Questo ti consente di limitare i tuoi costi di investimento, soprattutto se la tua attività di scrittura non è attività rilevante.

    Personalmente ho sempre preferito il libro di carta ma negli anni ho imparato ad apprezzare il libro digitale perchè mi consente di sperimentare una lettura differente, di “rischiare” su generi differenti, autori sconosciuti, ampliando notevolmente la mia possibilità di lettura anche in termini di spazio. Gli editori italiani purtroppo non fanno una grande differenza in termini di costo e spesso i libri famosi digitali hanno quasi lo stesso prezzo del libro stampato. Tralasciando questo aspetto che approfondirò in seguito, dal punto di vista della produzione il digitale rappresenta una vera e propria opportunità anche per i neofiti.

    Molte piattaforme Print on Demand mettono a disposizione programmi friendly con cui è possibile pubblicare un libro digitale con pochissimo sforzo e conoscenza. I costi diventano minimi e le potenzialità aumentano in un panorama di lettori normali. Purtroppo in Italia non è così e proprio per questo conviene di più il libro digitale soprattutto per la narrativa e il libro “no-profit”.

    Giuseppina Bruno

  • Pubblicare un libro

    Pubblicare un libro

    Molto spesso ricevo proposte di scrittori per pubblicare loro racconti o libri. Per fortuna sono un Self Editor quindi impossibilitata a farlo, il mio rifiuto è solo in termini di impedimento, non di valore. In Italia siamo tutti un po’ scrittori perchè in fondo ci piace la narrazione degli eventi e spesso viviamo sopra le nuvole.
    Certo, non nego che la pubblicazione di un proprio libro sia la tappa fondamentale di uno scrittore ma se vuoi farlo per lavoro devi vendere quel libro, altrimenti sarà un bell’acquisto che potrai sfoggiare come una bella borsa, un paio di scarpe che è bello fino a quando potrai permettertelo. Quindi è solo una questione economica? Fino a un certo punto. Molto lo fa la determinazione che hai di scrivere, di crescere nella scrittura e di sperimentare la tua creatività.
    Scrivere con il solo intento di pubblicare un libro è molto limitativo. In realtà chi scrive ha la passione della scrittura che cerca l’espressione, la comunicazione, l’arte della parola, la sublimazione di un sentimento verso un ascolto di emozioni, riflessioni, immaginazione di qualcuno che non si ha la necessità di conoscere ma fa parte della stessa umanità.

    Giuseppina Bruno

  • Trova il piacere, non il tempo

    Trova il piacere, non il tempo

    Quando gli asini volano, si vende la fantasia al mercato.

    Questo tempo di lockdown, parola gentile per definire la prigionia di innocenti, mi ha insegnato tante cose sulle persone. Forse perchè c’era il tempo di riflettere, forse perchè in quel silenzio esterno, il segnale della comunicazione risultava più nitido.

    Ho visto asini guerrieri volare e sentito persone che non hanno tempo di leggere.

    Forse il problema non è il tempo ma il piacere.

  • La didattica a distanza e il diritto d’Autore

    La didattica a distanza e il diritto d’Autore

    La questione della didattica a distanza apre un capitolo di riflessione sulla lettura di libri in rete, spiegato molto dettagliatamente dall’avv. Elvira Berlingieri sul suo sito.

    In questo periodo diverse insegnanti mi hanno chiesto letture di libri e volentieri l’ho fatto, utilizzando il canale di Buonanotte Bambini. Devo però precisare che il mio è un lavoro che faccio con fatica e impegno, investendo molte risorse in un ambito che è sempre più impoverito dalla concorrenza di grandi Editori che non lasciano spazio alla diversità narrativa.

    “….la nota ribadisce che il diritto d’autore è un “diritto del lavoro” e “non un balzello”, ed è quindi giusto pretendere una retribuzione per ogni suo utilizzo. Una posizione che è potrebbe diventare un vero e proprio nodo gordiano per quanto riguarda la possibilità di fare (a vari livelli) didattica in Rete nei prossimi anni.” (Elvira Berlingieri)

    Giuseppina Bruno

  • L’esempio per insegnare

    L’esempio per insegnare

    Spesso più che dire ai bambini cosa fare, bisognerebbe insegnarglielo con l’esempio. Sembra una cosa scontata ma non lo è. Quando mio figlio era piccolo ogni tanto mi scappava una brutta parola e lui allora la ripeteva. Così gli spiegavo che non si dovevano dire certe cose e lui ribatteva “Perchè tu le dici?”. Mi ero inventata un motivo. “Le puoi dire solo quando hai la patente per guidare”. Per qualche anno ha funzionato ma nel frattempo ho imparato a sublimare la brutta parola con altre espressioni.

    Con lo stesso impegno ho portato mio figlio in biblioteca e per librerie, comprandogli i libri che voleva anche se non mi piacevano tanto. Non ho mai giudicato, censurato, forzato le sue scelte. Ho sempre creduto che i libri scelgono i lettori, non il contrario. Per questo quando vedo un bimbo che vorrebbe prendere un libro e i genitori scelgono per lui, soffro. Nessuno dovrebbe imporre i libri a un bambino perchè diventi un lettore felice.

    Non dire a tuo figlio di leggere, sii tu a farlo. E’ il miglior modo che hai di seminare in lui la passione della lettura.

    Giuseppina Bruno

  • Scrivo perchè mi piace leggere

    Scrivo perchè mi piace leggere

    In questi giorni sto lavorando al mio nuovo libro, una favola che parla di libri per tutti i bambini. Non tutti conoscono il lavoro che c’è dietro un libro, neppure io lo sapevo. Di solito si pensa che dietro un libro c’è uno scrittore che a un certo punto è baciato dalla Musa, quindi anche un po’ fortunato.

    Sicuramente c’è anche questo, ma mi piace l’idea di poter raccontare qualcosa di diverso ai bimbi perchè in fondo la realtà spesso è più divertente (e assurda) della fantasia. Ho scritto questa favola in una calda serata mentre ero fuori a leggere un libro. La lettura è un momento che voglio prendermi ogni giorno, per il piacere che ho di rilassare e distendere la mente. Quando incontro persone che non leggono cerco di capire i motivi di questa scarsa dipendenza dalla lettura e mi rendo conto che non hanno scoperto il piacere ma solo il dovere di leggere.

    In questo libro tratto questi argomenti, con l’approccio che mi contraddistingue che è pratico, operativo, divertente. Un metodo che perseguo da anni con buoni risultati.

    Siete curiosi di conoscere il titolo? A presto, un abbraccio

    Giuseppina Bruno

    (in copertina il libro “Piccolo Puà (e Riga Storta)” che è la prima pubblicazione nella classifica dei miei libri. Lo trovi su stargatto)