Categoria: libri per bambini

  • Dov’è finito Gesù Bambino

    Dov’è finito Gesù Bambino

    Guardo il presepe sul comodino
    Ma non trovo il piccolo Gesù Bambino!
    C’è la capanna con il bue e l’asinello
    Maria, Giuseppe con attorno qualche agnello
    La pescivendola, l’oste e il fornaio
    Qualche oca, le galline fuori dal pollaio
    Tutti sono rivolti verso la capanna
    Mentre gli angeli suonano la ninna nanna
    A quel bimbo che nel presepe sembra sparito
    Cerco con cura, con fare accanito!
    “Ancora non è nato” mi dice la mamma
    Sorridendo per quel mio piccolo dramma.
    Ecco perché non c’era Gesù,
    è ancora tra gli angeli nel cielo blu.
    Poi arriva Natale nella notte stellata
    Gesù arriva nella festa dai bimbi più amata.

    (Filastrocche, Giuseppina Bruno)

  • Il gatto inverno

    Il gatto inverno

    Oggi è arrivato l’inverno! La stagione freddolosa che non è tanto amata ma a pensarci bene arriva il Natale, Capodanno e tante feste per rallegrare le giornate grigie e un po’ noiose che però possiamo rendere molto operose, facendo dei piccoli lavoretti, leggendo dei libri con una bella cioccolata calda! Buon inverno a tutti i bambini con una filastrocca del mio autore preferito.

    Il gatto inverno

    Ai vetri della scuola stamattina
    l’inverno strofina
    la sua schiena nuvolosa
    come un vecchio gatto grigio:
    con la nebbia fa i giochi di prestigio,
    le case fa sparire
    e ricomparire;
    con le zampe di neve imbianca il suolo
    e per coda ha un ghiacciuolo…
    Sì, signora maestra,
    mi sono un po’ distratto:
    ma per forza, con quel gatto,
    con l’inverno alla finestra
    che mi ruba i pensieri
    e se li porta in slitta
    per allegri sentieri.
    Invano io li richiamo:
    si saranno impigliati in qualche ramo
    spoglio;
    o per dolce imbroglio, chiotti, chiotti,
    fingon d’esser merli e passerotti

    (Gianni Rodari)

    I gatti sono animali speciali che ti insegnano tante cose. Il mio gatto si chiama Niño che è una parola spagnola che significa “piccolino, bambino”. Niño ispira tutte le mie favole sui gatti perchè i gatti ti parlano in continuazione e cercano di dirti tante cose speciali.

    Libri che parlano di gatti:

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  • Il pastore e la pecorella

    Il pastore e la pecorella

    I pastori sono stati i primi a raggiungere la grotta di Betlemme, richiamati dal canto e dalle trombe degli Angeli che annunciavano l’arrivo di Gesù Bambino. Un piccolo pastore stava dormendo in mezzo al suo gregge e fu svegliato dal belare degli animali che lo avvisavano di qualcosa di importante. Spaventato controllò che ci fossero tutte e inizio a contarle chiamandole per nome, perchè le pecorelle sono importanti per ogni pastore. Così si accorse che ne mancava una e disperato, prese il bastone e decise di andarla a cercare, portandosi le altre dietro. Il pastore era molto giovane e suo padre gli aveva affidato quegli animali con grandi raccomandazioni. “Non perderle di vista!” gli aveva detto prima di partire. Mentre camminava per i sentieri il pastore era triste perchè suo padre sarebbe stato molto deluso, ma era cosi stanco che si era addormentato. Poi d’improvviso sentì il belare della sua piccola pecora. “Finalmente ti ho trovato!” esclamò abbracciandola, poi la sgridò perchè non avrebbe dovuto lasciare il gregge ma lei continuava a belare, quasi come se avesse voluto dire qualcosa. “Non ti capisco piccola mia” disse il pastore, quando lei prese un sentiero e d’improvviso si aprì agli occhi del ragazzo un ritrovo di tanti pastori, greggi e persone di ogni tipo che davanti una grotta erano in adorazione. “Cosa succede?” chiese il pastore a quelli che incontrava. Tutti rispondevano “E’ nato! E’ nato il Salvatore”.  Ancora non capiva il senso di quelle affermazioni ma poi arrivò davanti la grotta, seguendo la sua pecorella e vide quel povero bambino e il suo Cuore comprese quello che la sua Mente non capiva: era nato il Bambino che il mondo aspettava e grazie alla sua pecorella ora poteva gioire di quel momento prezioso per tutti.

    (storie di Natale, Giuseppina Bruno)

     

  • La bimba e la stella

    La bimba e la stella

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    Nelle mie favole immagino un mondo diverso, più gentile verso la sensibilità, accogliente verso l’ascolto e dimensionato su temperature umane.

    La natura è un forte legame da cui non possiamo sottrarci senza dimenticare il valore profondo con noi stessi.

    La bimba e la stella è una filastrocca che ho scritto per augurare un Natale che sappia pensare agli altri ricordando noi stessi. Parla della natività, di Gesù Bambino, con quella semplicità che appartiene a tutti quando privati della menzogna, sappiamo dimorare tra le stelle e i sogni.

    Le stelle sono simboli importanti nei presepi e come addobbi per le case e gli alberi. Nelle stelle sono racchiuse le nostre speranze, desideri, sogni. Potrai farle di carta, colorate, disegnate, luccicanti, come desideri, per appenderle alle finestre o dove ti farà più piacere.

    Buon Avvento!

    Guarda la Scheda completa del libro

  • I folletti della diversità

    I folletti della diversità

    Aryn era arrivato nel paese di Babbo Natale da “non si sa dove”. Una folletta di nome Hally l’aveva trovato avvolto in un morbido panno tutto rosso, ai piedi di un abete pieno di quei dolci che si chiamano bastoncini di Natale.

    Quel giorno Hally era andata nel bosco per raccogliere i dolci maturi con il suo cestino bianco con un fiocco verde. Avrebbe dovuto preparare i pacchetti da mandare ai bambini golosi entro le cinque di quel pomeriggio. Il folletto capo si era raccomandato con lei dell’urgenza di quella consegna; per questo era corsa a prendere i dolci senza neppure rifarsi le trecce! Riempì il cestino in fretta e furia e, quando stava per tornarsene a casa, sentì una vocina che sembrava quella di un piccolo gattino. Nel paese di Babbo Natale i gattini non passeggiano tra gli abeti da soli quando fa freddo, ma restano vicino ai camini sonnecchiando sui tappeti fatti dalle nonne follette.

    (Scarica gratis raccolta racconti)

    arynLa favola Aryn parla di diversità in una maniera accettabile per il bambini. Il Natale è un momento che ci porta a riflettere dentro di noi, guardando fuori di noi, verso quelli che possono apparirci più deboli anche se in realtà non lo sono.

    I folletti preparano i regali per la notte più luminosa e dolce dell’anno. I bambini, come i piccoli elfi possono ritagliare le etichette-per-pacchi o disegnarle con il loro estro e la loro fantasia. Buon lavoro!

     

  • Snowman (il pupazzo di neve)

    Snowman (il pupazzo di neve)

    Il pupazzo di neve (uomo di neve) è una favola che è stata scritta da Andersen nel 1861. Parla di un pupazzo di neve innamorato di una stufa, una storia impossibile come si capirà ma che sul finale svela come ci sia sempre un segno di testimonianza che unisce le diversità. In seguito questo affascinante personaggio dei paesaggi invernali è stato riportato in vita da Raymon Briggs, un illustratore britannico che è diventato particolarmente famoso per il suo libro “The Snowman” (1978) da cui è stato tratto in seguito un cartone animato (1982)

    Oggi i bambini ricorderanno più semplicemente Olaf, del film “Frozen” ispirato dalla favola di Andersen “la regina delle nevi” dove finalmente il pupazzo di neve riuscirà a vincere le leggi della fisica e vivere in ogni temperatura grazie alla magia di Elsa. Questa evoluzione rientra nella cultura moderna superando quell’insegnamento della tradizione che ha radici sicuramente più stabili.

    Snowman è un personaggio molto amato che ritroviamo anche in molte filastrocche soprattutto anglosassoni. Per questo giorno propongo una versione semplice e divertente che è adatta ai bambini, una scheda per colorare il pupazzo di neve che si può appendere in casa, alle finestre, davanti la porta…perchè….

    dove c’è un bambino, c’è ancora la gioia di un’infanzia che bisogna proteggere e mostrare a quel mondo che se n’è scordato.

    Video canzone “I am a little snowman” (con testo scritto)

    snowman (scheda da colorare)

    Libro Snowman di Giuseppina Bruno

     

  • San Martino

    San Martino

    Da diversi anni collaboro con la scuola per ascoltare sempre di più il mondo dell’infanzia e fare della narrativa adatta ai bambini, ritrovando il valore della tradizione.

    La festa di San Martino mi è sempre piaciuta perchè porta un po’ di estate nel cuore dell’autunno, anticipando con la gioia e la serenità di questa leggenda, l’amore del Natale. San Martino è anche il Patrono del paese dove ho trascorso la mia infanzia e ho sentito per questo un forte desiderio di parlare ai bambini di questo Santo che si ricorda perchè ha condiviso il suo mantello con un povero tralasciando alcuni importanti dettagli che ho voluto raccontare nella filastrocca che ho preparato quest’autunno.

    San Martino (il cui nome era un omaggio ad dio Marte dei suoi genitori pagani) ha vissuto una vita di scelta, con grande umiltà ma anche con grande coraggio. Ho scelto la filastrocca perchè trovo che sia uno strumento fantastico per raccontare le cose importanti con quella semplicità e quel suono che la rendono un gioco “costruttivo di identità”.

    Nel libro si può trovare anche il progetto per costruire una lanterna di San Martino, tradizione molto seguita nel Nord Europa (soprattutto in Germania), che rallegra le serate del tardo novembre di tutti i bambini perchè sono le feste che rendono l’infanzia un luogo meraviglioso.

    Puoi trovare il libro in tutte le librerie e nello shop. 

    Buona Festa San Martino ad ogni bambino!

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  • Il giudizio o l’alternativa?

    Il giudizio o l’alternativa?

     

    In questi giorni sto osservando la crociata contro Halloween. Pur condividendo alcuni punti di vista e conoscendo bene l’impatto dell’abitudine al terrore e alla bruttura che può snaturare ogni individuo, capisco che alcuni aspetti di questa “festa” siano conditi di tanta tramata ambiguità. Ma poi, rifletto. La musica, il telegiornale, i social network, i giornali, la pubblicità e ogni altra forma di manipolazione che seppure non conosciamo agisce su ognuno di noi, dove la mettiamo? A volte hanno significati anche peggiori e i contenuti, se ascoltati attentamente, non lasciano ombre di dubbio.

    Quindi cancelliamo Halloween solo perchè oscura una festa importante che però, diciamolo, non ha grande impatto soprattutto tra i bambini e i giovani. Vuoi mettere un dolcetto con una funzione religiosa?

    Io sarei per creare un’alternativa, mi piace pensare che sia possibile e comunque la caccia alle streghe, sappiamo bene dall’esperienza e dalla storia, ha da sempre creato disastri e problemi. Non è forse l’Amore la prima regola? Non è amare senza troppi ragionamenti quello che ci hanno insegnato tutti i santi? Mi piace molto leggere e conoscere la Vita dei Santi e di tutti gli uomini che hanno contribuito al bene del mondo. Tra qualche giorno sarà San Martino e nello shop troverete la nuova pubblicazione dedicata a lui, per tutti i bambini ma anche per i grandi, con l’augurio di buon….HALLO YIN!

    sanmartino-giuseppina-bruno

  • Una notte paurosa!

    Una notte paurosa!

    una-notte-paurosa-isbnHalloween ormai è un tema ricorrente per tutti i bambini che aspettano questa festa per accumulare dolcetti da conservare per l’inverno. Mi ricordano gli orsetti e tutti quegli animaletti che se ne vanno in letargo. Benchè questa sia una festa importata, devo dire che in Italia poco corrisponde all’originale: la concentrazione dei bambini è molto orientata sugli zuccheri, meno sui mostriciattoli. L’anno scorso sono stata invitata a una festa in biblioteca sul tema Halloween e ho pensato che avrei letto qualche filastrocca, tuttavia ne ho trovate di non adatte a quello che avrei voluto trasmettere e così ho deciso di scrivere tre filastrocche poi già che c’ero ho scritto un racconto per affrontare la paura del buio, di quei mostri che vivono sotto i letti, negli angoli bui della stanza quando manca la luce e la vista. La paura in un certo senso è anche educativa, perchè ti mette al riparo da gesti imprudenti ma va affrontata con quella forza interiore che hanno soprattutto i bambini e che è come una piccola luce, in grado di schiarire il buio più pesto.

    Il libro ha un linguaggio ritmato perchè in fondo la rima è divertente e permette di caratterizzare meglio il personaggio donando una certa musicalità, elemento che addolcisce e cheta verso  l’ascolto attento anche i bimbi più agitati.

    Come sempre, buona lettura. Leggi e Ascolta l’anteprima del libro.

  • Apprendimento e lettura

    Apprendimento e lettura

    Si dice che i libri ti aiutano a migliorare il linguaggio, la costruzione di una frase, la cultura e i termini forse poco usati ma comunque ricchezza di un patrimonio linguistico che è la nostra storia. Un tempo, almeno, era cosi.

    Quante parole nuove imparano i bambini attraverso i libri?

    Quando ero piccola avevo un vocabolario rosso Zingarelli che aprivo spesso. Ce l’ho ancora ma ormai zio google ha velocizzato i tempi di ricerca. Se io avessi avuto internet quando ero piccola che ne avrei fatto? Certo la consapevolezza di oggi mi porta ad essere golosa di conoscenza perchè è davvero tutto a portata di mente, occhi, pensieri.

    soffio vento giuseppina bruno

    Quando mio figlio era piccolo gli leggevo di tutto, le parole difficili erano una scusa per capire meglio e in questo modo è cresciuto con un linguaggio più ampio. Poi è arrivata l’adolescenza a smorzare le frasi in monosillabi censurabili e criptati ma sono certa che un domani quello che ha appreso ritroverà il suo spazio mentale e verbale. Certo, senza lettura ci sarebbe stato il tempo di un dialogo ma la lettura apre un mondo magico dove la parola difficile diventa evocativa di emozioni, colori e suoni che poi si integrano nella conoscenza dei bambini in maniera molto più semplice.

    Sono questi ultimi tempi, dove come zia approfondisco il mondo della lettura infantile attuale, che mi rendo conto di come si sia appiattito il senso del linguaggio, con l’uso di pochi termini, frasi stringate, descrizioni superficiali. C’è forse una confusione tra la bellezza della semplicità che non deve essere povera di sfumature. Mi piace molto, quando leggo i miei libri nei laboratori di lettura per bambini, quando mi fermano per capire parole come “increspare, fronde, invaghito, sbigottito…”. Allora mi fermo e mimo tra la voce e i gesti la bellezza di quel linguaggio che ci hanno donato i nostri avi, nella ricerca di quei suoni e di quei significati che rendono gli animi più capaci di sognare e di vivere.

    Non è forse vero che “chi ha il linguaggio ha il mondo?” (Hans George Gadamer)

    Foto: Soffio di Vento, Edizione Bruno Libri