Ho conosciuto Paola attraverso il libro “L’albero delle carezze”, una favola che avevo pensato per la Scuola dell’Infanzia di San Martino (Bruino) con la quale ho collaborato diversi anni. La favola nasce per proporre ai più piccoli il progetto della cittadinanza. Paola è entrata immediatamente nel clima della favola e ha voluto leggerla anche su buonanotte bambini. In particolare ricordo che mi aveva mandato un video di un albero del suo giardino adornato con i nastri proprio come racconta la favola. Mi ha commosso il suo essere cosi affine a quello che avevo provato nello scrivere quel libro e quando mi ha detto che stavano preparando per la fine dell’anno scolastico una recita su questo testo, non vedevo l’ora di poterla vedere interpretata dai bambini.
Paola mi ha raccontato ” Alle case noi abbiamo aggiunto anche case al mare e palazzi di città. I bimbi hanno interpretato gli animaletti e gli uccellini che vivono vicino agli alberi, i boscaioli che abbattono gli alberi, i bimbi al mare e le bimbe sotto la pioggia in città. I più grandi hanno interpretato l’albero delle carezze con fazzoletti colorati, l’amore per gli alberi con grandi cuori e le bimbe hanno interpretato una coreografia con nastri e ghirlande colorate per far festa all’albero delle carezze.”
Sono rimasta meravigliata, emozionata, commossa. Grazie a tutti i bambini, alle insegnanti e alla Scuola dell’infanzia e Sezione Primavera Giacinto Pacchiotti Giaveno, per aver permesso a una favola di diventare un ricordo emozionante per tante persone, con l’augurio che queste parole possano restare per sempre nel cuore di chi le ha ascoltate.
Grazie a tutti!








Il 24 maggio sono stata invitata presso la scuola primaria M. Brizio di Buttigliera Alta a raccontare la mia attività ai bambini della seconda A e B. Visto che era un incontro importante ho portato ad aiutarmi Stargatto, la mia fatina dell’ispirazione e Mario, il mio bimbo testatore di favole. Ho spiegato, rispondendo alle domande dei bambini, come nasce una favola, quanto tempo ci vuole a fare un libro, come si usano le parole magiche e speciali e poi ho ascoltato tutte le loro favole. Delle loro mamme, dei papà, dei nonni, delle sorelle, dei cugini e degli amici. I bambini sono portatori sani di favole, dovremmo imparare da loro. Alla fine abbiamo letto insieme 


