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  • Il ricordo di una favola

    Il ricordo di una favola

    Ombrina è un libro che mi è piaciuto tantissimo illustrare. E’ nato nel giardino di mia mamma dove ho passato tanto tempo con lei. Quell’estate ho visto un’ombra strana che mi è passata vicino. Era una piccola libellula, bellissima che è volata via velocemente. Poi è tornata e così mi ha raccontato di quella volta che aveva perso la sua piccola ombra.

    Tutte le cose hanno un’ombra, è normale. Quell’ombra che portiamo dentro la nostra luce e diventa una parte importante, ponderale, che ci ricorda la fragilità e ci rende più forti, più consapevoli.

    Mentre mia mamma curava le sue rose, la libellula raccontava la sua storia e io ho iniziato a disegnare questo libro che è pieno di quel sole e di quella serenità che auguro a tutti i miei lettori, perchè possano essere sempre portatori sani di bellezza, di poesia, di ombre e di luci.

  • Inktober2020

    Inktober2020

    Anche quest’anno ho deciso di partecipare a inktober, una “challenge” (sfida) che ogni anno colora di inchiostro nero il mese di ottobre. Ideato da Jake Parker, un illustratore, che ha lanciato questo appuntamento dal 2009, proponendo ogni anno una lista di parole giornaliere che ogni partecipante deve illustrare secondo la sua ispirazione.

    Ho iniziato a partecipare nel 2017 e devo dire che mi sono appassionata a questo mese di confronti con un panorama di idee e realizzazioni internazionali. Spesso mi hanno chiesto: “cosa si vince?”. Quando rispondo “niente” non tutti capiscono il senso di “sfida”. Penso che l’arte sia l’unico campo dove è rimasto ancora quel senso puro e costruttivo di un dialogo figurativo o di espressione che trascende il senso finito del “io sono più bravo di te”. Un concetto che dovrebbero imparare molti adulti perchè i bambini siano veramente liberi di crescere con consapevolezza dei propri talenti.

    Il vero senso di una sfida è di costruire in te stesso un apprendimento fatto di confronti e di apertura mentale che ti rende capace prima di tutto di superare i tuoi limiti e ampliare la tua capacità.

    Vuoi seguire la mia partecipazione? Segui il mio profilo su instagram @giusyllab

  • Come nasce una favola

    Come nasce una favola

    Le favole nascono dalla fantasia e dalle emozioni. Sono un po’ come delle poesie, delle canzoni. Personalmente non ho un piano di lavoro quando scrivo delle favole, nascono improvvisamente, è il loro momento. Dopo inizia il lavoro duro, attraverso il perfezionamento del testo, lo studio dell’illustrazione, la prova di lettura attraverso i miei lettori di favola preferiti, gli eventuali aggiustamenti, la pulizia del testo, l’individuazione della mission, la preparazione del libro con la scelta del formato, carta, colori e la presentazione del progetto a tutti i miei cari lettori di favole.

    A volte questo percorso dura mesi, è incredibile, ma ho capito che è necessario perchè alla fine ogni favola abbia la giusta gestazione e come per i bambini non sia troppo presto il tempo del suo arrivo in questo mondo.

    Considero tutti i miei libri come dei piccoli bambini che hanno il dono di restare per sempre nella dimensione di quell’innocenza e quella purezza che auguro a tutti i miei cari lettori.

    Giuseppina Bruno

  • I miei nonni, i miei angeli

    I miei nonni, i miei angeli

    Non ho conosciuto i miei nonni, oggi è diverso. Mio figlio è cresciuto con l’amore dei miei genitori. Chiamava “papà nonno” mio padre come forse si usava un tempo, anticamente. E’ un grande dono poter vivere i nonni ogni giorno come capita adesso per esigenze, necessità. E’ un grande dono per i bambini poter godere del loro affetto e del loro amore.

    I miei nonni erano lontani, sono mancati che non ero nata o ero troppo piccola. Non parlavano con me del loro passato, delle loro idee e delle loro esperienze. Solo qualche frase, dei sorrisi, tanto silenzio. Quando sono diventata mamma ho conosciuto i miei nonni-genitori e ho potuto capire la forza di quell’amore e di quella protezione che è solo figlia dell’esperienza, di aver vissuto, di aver capito. Ora quei nonni sono ormai due angeli a cui parlo ogni giorno, guardando verso il cielo e sperando che il vento mi possa portare quelle carezze che mi mancano tanto, piene di comprensione e di tenerezza come solo chi ti ama può donarti.

    Ciao miei angeli, vi amo.

    Giuseppina Bruno

  • Le idee dei bambini

    Le idee dei bambini

    Hai mai ascoltato le idee dei bambini? La visione del mondo dei più piccoli è cosi bella quando è libera dal condizionamento degli adulti, da farci percepire la visione di un futuro possibile. Per questo mi piace ascoltarli, sentire i loro progetti, le loro idee, persino le parole che storpiano sono delle piccole favole che bisognerebbe leggere con calma, fermando il pazzo tempo che viviamo rincorrendo un mostro invisibile che sembra volerci spostare da un’altra parte, più lontano, più distanti. Le idee dei bambini sono meravigliose e uniche, non lasciare che le paure dei grandi le possano rovinare, non costringerli a un pensiero comune, non zittire la loro voce che come la luce di una stella nella notte buia riporta speranza e sogni in un mondo assetato di amore e di pace.

  • Lo stupore nei bambini

    Lo stupore nei bambini

    Una delle emozioni che mi guida di più nella scrittura così come nell’illustrazione è lo stupore dei bambini. Tutti abbiamo bisogno di meravigliarci, di provare emozioni positive, inaspettate, forti.

    Mi viene in mente il critico Anton Ego che alla fine del film, dopo aver stravolto la sua intera esistenza per la forte emozione provata, dice al suo amico Ratatouille “Sorprendimi!”.

    E’ bellissimo essere sorpresi da una nuvola, un colore, una macchia sul foglio che la giri e diventa una favola, una parola che leggi distrattamente da un cartellone appeso su un muro, un sorriso che si apre in mezzo a una folla di persone.

    Giuseppina

  • Il libro pro-bono

    Il libro pro-bono

    Negli ultimi anni c’è stato un grande proliferare di attività pro-bono ovvero non per il profitto ma per il bene di una causa specifica, generalmente di aiuto sociale. E’ molto bello questo “spendersi” per gli altri, bisognerebbe capire sempre il fine ultimo, quello che di solito si nasconde tra le righe, in mezzo alle virgole e non a causa di intenti malvagi ma di scarsa chiarezza.

    Fare un libro costa in termini di scrittura ma anche di investimento. Se l’autore decide di farlo per causa nobile, il suo lavoro sarà gratuito. Diversamente la pubblicazione avrà dei costi che sono differenti su una stampa o un libro digitale, in alcuni casi anche in maniera rilevante.

    Quello che mi chiedo è semplice. Perchè pubblicare un libro in stampa quando il suo intento è sensibilizzare e raccogliere fondi? Perchè andare a ridurre la raccolta fondi con il costo del libro? Certo, se l’autore si prende carico anche della stampa fa una grande cosa ma nello stesso modo non avrebbe potuto spendere meno nella pubblicazione e dare di più verso la raccolta?

    C’è una linea sottile tra il dare agli altri e il dare per ricevere in noi stessi. Un maggiore senso di autocritica e trasparenza sarebbe certo di più grande aiuto a una più reale beneficenza.

  • Stampa o digitale?

    Stampa o digitale?

    Quando ho pubblicato il primo libro è stata una forte emozione che mi ha anche dissanguato economicamente. Nel tempo il Print on Demand ha ridimensionato i costi di stampa, dando possibilità a tante persone di poter pubblicare un proprio libro. In questo modo puoi stampare quante copie vuoi di un libro, pubblicizzare il tuo libro attraverso la piattaforma scelta per il servizio di stampa a richiesta, invitare i tuoi possibili lettori ad acquistare sulla stessa una o più copie del tuo libro. Questo ti consente di limitare i tuoi costi di investimento, soprattutto se la tua attività di scrittura non è attività rilevante.

    Personalmente ho sempre preferito il libro di carta ma negli anni ho imparato ad apprezzare il libro digitale perchè mi consente di sperimentare una lettura differente, di “rischiare” su generi differenti, autori sconosciuti, ampliando notevolmente la mia possibilità di lettura anche in termini di spazio. Gli editori italiani purtroppo non fanno una grande differenza in termini di costo e spesso i libri famosi digitali hanno quasi lo stesso prezzo del libro stampato. Tralasciando questo aspetto che approfondirò in seguito, dal punto di vista della produzione il digitale rappresenta una vera e propria opportunità anche per i neofiti.

    Molte piattaforme Print on Demand mettono a disposizione programmi friendly con cui è possibile pubblicare un libro digitale con pochissimo sforzo e conoscenza. I costi diventano minimi e le potenzialità aumentano in un panorama di lettori normali. Purtroppo in Italia non è così e proprio per questo conviene di più il libro digitale soprattutto per la narrativa e il libro “no-profit”.

    Giuseppina Bruno

  • Pubblicare un libro

    Pubblicare un libro

    Molto spesso ricevo proposte di scrittori per pubblicare loro racconti o libri. Per fortuna sono un Self Editor quindi impossibilitata a farlo, il mio rifiuto è solo in termini di impedimento, non di valore. In Italia siamo tutti un po’ scrittori perchè in fondo ci piace la narrazione degli eventi e spesso viviamo sopra le nuvole.
    Certo, non nego che la pubblicazione di un proprio libro sia la tappa fondamentale di uno scrittore ma se vuoi farlo per lavoro devi vendere quel libro, altrimenti sarà un bell’acquisto che potrai sfoggiare come una bella borsa, un paio di scarpe che è bello fino a quando potrai permettertelo. Quindi è solo una questione economica? Fino a un certo punto. Molto lo fa la determinazione che hai di scrivere, di crescere nella scrittura e di sperimentare la tua creatività.
    Scrivere con il solo intento di pubblicare un libro è molto limitativo. In realtà chi scrive ha la passione della scrittura che cerca l’espressione, la comunicazione, l’arte della parola, la sublimazione di un sentimento verso un ascolto di emozioni, riflessioni, immaginazione di qualcuno che non si ha la necessità di conoscere ma fa parte della stessa umanità.

    Giuseppina Bruno

  • I miei appassionati lettori

    I miei appassionati lettori

    E’ sempre un grande piacere incontrare i miei #lettori di favole. In quelli grandi mi piace scoprire le emozioni e le riflessioni che ha fatto nascere in loro la mia favola. In quelli piccoli mi emoziona la capacità che hanno di estendere favole e magie alla realtà. Ognuno di loro è per me speciale, unico, importante. Mi piacciono i loquaci, quelli improvvisati, i silenziosi, gli scontrosi, gli innamorati, i saputelli, gli annoiati…insomma i miei lettori sono tutti speciali!

    Penso a loro quando scrivo, quando disegno, quando creo. Perchè è per loro che mi impegno nel realizzare ogni pagina dei miei libri e quando ho la possibilità di incontrarli o di ricevere un loro messaggio, sorrido e guardo l’orizzonte, in quel punto dove la terra e il cielo si baciano: è proprio là che nascono le #favole.

    Grazie a tutti i miei piccoli e grandi lettori di favole.

    Giuseppina