Tag: scrittura

  • L’intima questione dell’esistere

    L’intima questione dell’esistere

    Dopo anni di scrittura e pubblicazione ho capito che scrivere è molto più semplice che vendere un libro. Per questo scrivo (ormai da anni) in più blog perchè scarico la mia tensione narrativa. Sempre più spesso incontro persone che mi dicono che vogliono scrivere un libro e io rispondo sempre “Fallo, che problema c’è?”. Rispetto all’altro millennio, oggi, scrivere un libro e auto pubblicarsi è una sciocchezza ma il punto reale non è scrivere è l’idea che si ha dello scrivere.

    I social ci hanno rovinato l’esistenza. L’ho sperimentato anche su di me, non parlo per un’amica. Il vero succo delle questioni lo ascolti sulla tua pelle. Una volta, volevo capire, ho chiesto a una signora perchè pubblicava tutto quello che faceva ogni giorno e lei mi ha risposto che i social sono come la piazzetta del paese cosi ho capito perchè li ho sempre detestati. Io non sono una da piazzetta ma da giardini, parchi, baretti. Ho una visione più intima della vita, più riflessiva. Invece le persone amano le frasi fatte, la superficie di quello che vedo e non mi interessa cosa c’è tra le righe: non è affare mio.

    Sono diversi modi di vivere. Non sto giudicando: sto scegliendo.

    Se guardo un tramonto infuocato o un albero colorato dall’autunno, non sento più l’esigenza di condividerlo. Lo guardo e chiudo gli occhi, per respirare quella bellezza e permettere al mio cuore di ascoltare l’emozione che mi ha trasmesso. Ho dovuto ricominciare, lo ammetto. Ora i like me li metto da sola e godo pienamente di questa libertà perchè ho ritrovato il mio potere.

    Questa, per me, è l’intima questione dell’esistere.

  • Il tempo in un recinto

    Il tempo in un recinto

    Negli ultimi giorni ho pensato molto a come è cambiato il tempo del vivere. Tanti si lamentano che il tempo è più veloce e ora anche la scienza timidamente lo afferma. Il tempo sta andando più veloce o meglio, più corretto affermare che le giornate sono diventate più corte e quindi quello che una volta era un minuto ora è mezzo minuto? Non ho mai capito questa cosa.

    Se il tempo è unità standard, misurabile da tutti gli orologi del mondo, come è possibile che vada più lento o veloce? Cosa determina il tic toc della lancetta? un movimento già calibrato da un conteggio digitale, non da una sensazione o emozione.

    In ogni caso, pensavo a come ci abituano a vivere il tempo in un recinto. Forse per questo sembra più veloce? Scuola, lavoro, chiesa, supermercato…Cosi ho riflettuto : ma con l’avvento dell’intelligenza artificiale vuoi vedere che ci libereremo di questi recinti?

    In un ragionamento trasversale che superi le paure individuali credo che sia possibile. La scuola è antiquata, dovrebbe essere un laboratorio di esperienze fisiche, sperimentazione, creatività. Il lavoro deve riflettere le qualità della persona e non le esigenze materiali e con l’IA questo potrebbe diventare realtà. L’esperienza tra Dio e l’uomo è mediata dalla religione: perchè dividere questo dialogo se non per interferire? Il resto lo lascio all’immaginazione e alla riflessione ma voglio provare a immaginare qualcosa di buono per me e per tutti.

  • Il viaggio dell’Anima

    Il viaggio dell’Anima

    Fin da quando ho iniziato a scrivere dall’età di 15 anni, con i miei primi racconti brevi, ho notato con certezza che le stagioni spesso influenzano la mia ispirazione, il mio tono e il modo di raccontare. Oggi, potendo riflettere su un percorso di scrittura che si protrae nel tempo e nell’età che ho raggiunto, posso affermare con chiarezza che ogni stagione porta con sé uno stile narrativo e una prospettiva diversa, che si radicano nelle emozioni e nelle esperienze.

    La primavera: l’ispirazione alla rinascita

    La primavera, con il suo risveglio dei colori e dei profumi, è sempre stata per me un periodo di rinascita. È il momento di mettere a frutto le nuove energie, di riporre nelle parole la voglia di rinnovarsi, di scoprire e di creare. In questa stagione, la scrittura è fresca, intrisa di speranza, di promesse di nuove avventure e di emozioni leggere, spesso dedicate a sogni che si avverano e a possibilità infinite.

    L’estate: il fuoco dell’intensità e della passione

    L’estate, con i suoi cieli tersi e i tramonti infuocati, accende in me un desiderio di passione e di avventura. Anche nella scrittura, questa stagione si traduce in storie cariche di ardore, di amicizie intense e di scoperte che bruciano sul tempo. L’atmosfera estiva induce a scrivere con maggiore energia, consapevole che il calore può trasformarsi in un motore potente per le parole.

    L’autunno: il romanticismo profondo e la memoria delle esperienze

    Ma è l’autunno, forse, la stagione che più di tutte ha influenzato il mio modo di scrivere e il mio modo di vedere la vita. Ricordo di aver notato fin da giovane che questa stagione, con i suoi cieli grigi e i tramonti carichi di energia, porta con sé un romanticismo profondo e introspettivo. È il tempo della riflessione, dei ricordi che riemergono dalle profondità dell’anima, delle ferite che ancora fanno male ma che, nel tempo, diventano insegnamenti e libertà.

    In autunno, i racconti spesso si tingono di un senso di nostalgia, di amore che ha lasciato traccia, di vite vissute intensamente e di emozioni che rimangono impresse nel cuore. Questo periodo ispira storie di passione e di perdita, ma anche di crescita, di insegnamenti e di consapevolezza, perché nelle ferite troviamo il significato più profondo dell’esistenza.

    L’inverno: il silenzio e la riflessione

    Infine, l’inverno. È la stagione dove sono nata, dell’introspezione, del silenzio e della trasformazione silenziosa. In questi mesi, la scrittura diventa calma, più profonda, eterna, quasi un sussurro al cuore. È il momento di raccogliere le idee, di lasciar affiorare i pensieri più nascosti, di preparare il terreno per nuove esplorazioni interiori.

    La maturità e l’autunno: il momento migliore di scrivere

    Oggi, nella mia maturità di scrittore, posso dire che l’autunno rappresenta forse il mio periodo più fertile. È la stagione che più di tutte ispira le mie storie migliori, perché riporta alla superficie i significati più profondi della vita. In questa stagione, attraverso le parole, riesco a catturare l’essenza dell’esperienza umana: la nostalgia, il ricordo, la perdita e la rinascita. È come se il mio stile narrativo si arricchisse di una maturità emotiva, capace di raccontare non solo eventi, ma anche il senso più autentico delle emozioni che ci attraversano.

    Le stagioni sono molto più di un semplice ciclo climatico: sono metafore e portatrici di emozioni, di ricordi e di storie interiori. La mia scrittura, si plasma in modo differente a seconda del momento dell’anno, portando alla luce aspetti diversi.

    E forse, come me, ogni scrittore dovrebbe ascoltare il proprio ritmo stagionale, lasciando che l’anima si esprima più autenticamente seguendo le stagioni del cuore.

  • La scrittura e la poesia

    La scrittura e la poesia

    La magia avviene quando la poesia e la scrittura si incontrano, dando vita a un’arte che supera i confini del semplice parlare o scrivere. Questo incontro crea un linguaggio che va oltre le parole, toccando le emozioni più profonde e svelando le sfumature dell’anima umana.

    La poesia come forma di espressione dell’anima

    La poesia è da sempre considerata un’arte che permette di esprimere sentimenti, sogni e introspezioni in modo sintetico e potente. Le sue caratteristiche principali — ritmo, immagini evocative e musicalità — rendono ogni verso un piccolo mondo da esplorare. Quando si unisce alla scrittura, questa si arricchisce di un tocco di magia, traducendo sensazioni sfuggenti in parole che restano e che continuano a risuonare nel tempo.

    La scrittura come strumento di narrazione e scoperta

    La scrittura, più ampia e versatile della poesia, permette di raccontare storie, analizzare idee o condividere esperienze. Tuttavia, quando si intreccia con la poesia, acquista una dimensione più intima e poetica, diventando uno strumento di scoperta personale. Scrivere poesie permette di penetrare nelle proprie profondità, ascoltare i propri bisogni e scoprire nuove prospettive sulla vita.

    L’incontro tra due mondi

    L’unione tra poesia e scrittura crea un continuum tra emozione e analisi, tra cuore e mente. È un processo che invita alla riflessione, alla sensibilità e alla spontaneità, alimentando la creatività e sviluppando una maggiore consapevolezza di sé. Questa fusione può avvenire in molte forme: un diario poetico, una raccolta di versi o semplicemente l’atto di scrivere con cuore aperto, lasciando fluire le emozioni.

    Benefici di questa sinergia

    Scrivere poesia permette di affinare la propria capacità di osservazione, di ascolto interiore e di espressione autentica. Si crea uno spazio di libertà in cui le emozioni trovano un foro d’espressione, contribuendo alla crescita personale e al benessere mentale. Allo stesso tempo, la poesia dà forma alla complessità dell’animo, rendendo visibile l’invisibile.

    Lasciati trasportare

    Quando la poesia incontra la scrittura, nasce un dialogo sincero tra cuore e parole. Non è soltanto un modo di comunicare, ma un percorso di scoperta e di trasformazione personale. In questa unione, ogni scrittore e poeta può trovare un rifugio, un modo per ascoltare sé stesso e, forse, per condividere la propria verità con il mondo.

    Dentro un fiocco di neve

    Dialogo verso i popoli fratelli

  • Il mio genere? La scrittura.

    Il mio genere? La scrittura.

    La scrittura è una parte fondamentale della mia vita, e mi piace esplorare tanti generi diversi perché sono cresciuta in molte direzioni. Collaboro con l’Associazione Energia Maya, scrivendo libri di benessere che non solo nutrono il corpo e la mente, ma costituiscono anche un rapporto proficuo e stimolante a livello intellettuale. È un modo per condividere conoscenze e pratiche che possono illuminare la vita degli altri.

    Un altro ambito che mi appassiona è la letteratura per bambini. Qui posso esprimere la ricchezza di contenuti attraverso un linguaggio simbolico e uno stile narrativo fresco e gioioso. Utilizzo vocaboli non usuali, creando storie che non solo intrattengono, ma educano e ispirano i giovani lettori.

    Tuttavia, il mio genere preferito resta la narrativa breve. È con essa che sono nata come scrittrice all’età di 15 anni, vincendo molti premi letterari. Questo genere mi permette di condensare emozioni e pensieri in brevi narrazioni, dando vita a liriche espressioni dei miei sentimenti e di quel mondo impercettibile che, attraverso la mia Anima, desidera comunicare bellezza e amore agli altri.

    Se sei interessato a scoprire il mio lavoro, puoi trovare tutte le mie pubblicazioni nello shop del sito, disponibili in distribuzione diretta.

    Scrivere è una mia passione, e mi piacerebbe condividerla con te e conoscere la tua opinione per continuare a crescere e sperimentare il mio modo di comunicare.

    Giuseppina

  • La passione e l’esperienza

    La passione e l’esperienza

    Se dovessi scrivere una favola sul mio lavoro di scrittura, i due personaggi principali sarebbero la passione e l’esperienza.

    Si nasce con la passione, che nel caso della scrittura è prima di tutto verso la lettura. Sembra scontato ma non lo è. Conosco molti “sedicenti” scrittori che quando indago sul genere che preferiscono leggere sbuffano “non ho tempo di leggere, devo scrivere!”. Ovviamente stiamo parlando di quel genere di scrittore che è nato nella modernità cioè da quando gli APS sono approdati tra i mangiafuoco – ex editori che in cambio di contributi economici ti promettono di rispondere alle smisurate ambizioni.

    Il denaro ha sempre rovinato i sogni dell’umanità e lo dico convintamente. Non è che denigro la scrittura fai da te, perchè è bella questa possibilità orizzontale data a tutti, ma dovrebbe essere meritocratica in senso professionale e non in altre direzioni (economica ma anche socio-politica). Il risultato è un panorama letterario italiano alquanto desolante mentre all’estero questo approccio funziona. Dove sta l’inghippo? Nella lettura attiva che in Italia è bassissima.

    Certo sono ironica ma anche realistica. Se non avessi avuto passione letteraria oggi sarei in quel circolo dei sedicenti. Invece ho avuto passione e poi ho deciso di fare tanta, tantissima esperienza nella scrittura. Ho scritto attraversando stili diversi, collaborando con chiunque avesse bisogno di scrivere perchè “tu sei brava” solo per sfruttare. Chi non è stato sfruttato nelle sue passioni? Ma meno male!!! Questo mi ha permesso di crescere, imparare, sfondare gli argini delle mie zone confort, esplorare, sperimentare. Si, questa è esperienza!

    Devo ringraziare anche chi ho detestato. I sedicenti e gli approfittatori. Mi hanno permesso di alzarmi le maniche e nelle smorfie tipiche di uno sforzo appassionato, arrivare a comprendere che mi piace leggere tantissimo e mi piace molto scrivere quando sento quella friggitoria nei pensieri che ha voglia di scaricarsi in un pensiero, emozione, esperienza.

    Scrivo le mie favole, i miei racconti brevi, i libri per l’Associazione Energia Maya, come giornalista indipendente fuori da ogni albo, per progetti sociali e sul mio diario segreto.

    Oggi posso celebrare il matrimonio tra la passione e l’esperienza e quando mi dicono “sei esaltata”, si lo sono, come tutte le persone innamorate.

    Non disturbatemi, sto sognando.

    Giuseppina Bruno

  • Il mio nuovo blog

    Il mio nuovo blog

    Se vuoi continuare a seguire il mio blog, da oggi mi trovi su http://www.stargatto.com, potrai ricevere gli aggiornamenti per posta iscrivendoti tramite feedburner oppure mettendo il blog tra i tuoi preferiti.

    un caro saluto da me e Stargatto ^___^

  • Cikala Itka

    Cikala Itka

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    Anche un fiore la notte si chiude per lasciare posto ai sogni, a quei piccoli sogni che non ha mai dimenticato e che lo rendono delicato e meraviglioso.