Tag: inglese per bambini

  • Con la testa tra le stelle (risk, inktober)

    Con la testa tra le stelle (risk, inktober)

    Anche quest’anno inktober è finito e io dedico questa ultima illustrazione a mio figlio e a tutti i miei piccoli lettori. Resta sempre con la testa tra le stelle, sogna, desidera, crea con fiducia perchè il cielo sarà sempre pronto ad aiutare i cuori coraggiosi.

  • Jimmy Go! (rivoluzioniamo il mondo con i libri!)

    Jimmy Go! (rivoluzioniamo il mondo con i libri!)

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    Dalla collaborazione con la scuola e nella comprensione di alcuni limiti sul concetto dei quaderni operativi, “Jimmy Go!” ritrova il senso dei libri scolastici, utilizzando un racconto-filastrocca, introduce il bambino nelle lezioni inglesi così come previsto nelle indicazioni ministeriali che vengono affrontate attraverso illustrazioni-gioco e le nursery rhymes (le filastrocche inglesi usate dai madrelingua per insegnare l’inglese). Ispirato nei contenuti e nelle illustrazioni dalla letteratura inglese, viene presentato in un formato quadrato (24 cm) adatto ai più piccoli, per apprezzare maggiormente l’illustrazione. Il libro è di supporto alle insegnanti che attraverso i contenuti presentati potranno costruire e personalizzare i quaderni operativi dei bambini e per quei genitori che vogliono conoscere i contenuti delle lezioni o insegnare ai propri figli le più belle filastrocche inglesi.

    In vendita in tutte le librerie dal 10 ottobre. In prevendita speciale fino a esaurimento scorte tramite modulo.

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  • Quando la ribellione diventa sfida

    Quando la ribellione diventa sfida

    giuseppinabruno_jimmygoLa scuola è cambiata molto negli ultimi decenni. Alcuni cambiamenti sono stati importanti e positivi, altri si sono mossi nella direzione di quell’automatismo che vorrebbe guidare la crescita verso una sorta di “regolamentazione”, uno scenario che ho sempre rifiutato e che non accetto.
    Scrivere per i bambini in un certo modo riguarda il nostro futuro ma anche l’eredità di quello che abbiamo costruito di buono, capito, scoperto. Grazie alla scrittura, la ribellione può diventare una sfida, nel porsi obiettivi importanti e nel togliersi quei limiti che nascono per oscurare la fiducia, la fede negli uomini e nella loro bellezza.

    Penso che insegnare sia una vocazione, come dovrebbe essere qualsiasi altro mestiere perchè  tutti abbiamo un modo perfetto per esprimere quella creatività personale che è solo meravigliosamente nostra. Quando Elena, di cui ho già parlato tempo fa, mi ha raccontato della difficoltà di trovare qualcosa che superasse i limiti di un quaderno operativo, ho raccolto nel suo rammarico l’incipt di una ribellione e la voglia di sfidare quei meccanismi che ci hanno portato verso una direzione dove il valore delle persone è spesso ignorato.

    Jimmy Go! è il rifiuto della standardizzazione, di quel concetto sbagliato che ha costruito i “quaderni operativi”, quando l’operatività dovrebbe essere frutto della conoscenza sensibile degli insegnanti che lavorano ogni giorno con bambini diversi e quindi obiettivi diversi. Perchè dovremmo accettare un quaderno uguale per tutti? I quaderni operativi devono nascere dall’incontro della sensibilità dei bambini accolta dalla sensibilità degli insegnanti. Dovremmo ritornare ai libri e lasciare che i quaderni operativi siano la storia di un percorso di formazione scolastico.

    Ho raccolto questa sfida con entusiasmo, ringrazio Monica per avermi dato un aiuto linguistico e la mia famiglia per avermi supportato con pazienza: ho dedicato molto tempo per “il mio primo libro di inglese”, ispirandomi agli autori inglesi, nella grafica, e alle nursery rhymes (filastrocche) che gli anglosassoni insegnano ai loro bambini.

    In fondo, saranno le filastrocche a salvare il mondo e chi meglio dei bambini può capire questo?

    Presto in vendita in tutti gli store, per informazioni scrivimi. 

  • Il Fata Gatto Consiglia…

    Il Fata Gatto Consiglia…

    stregatto

    Nel mese di giugno ho conosciuto Elena, un’insegnante di inglese della Scuola Materna che mi ha fatto una richiesta particolare. Stavo già lavorando a un libro in lingua anglosassone per i più piccoli e questa nuova amica mi ha fatto riflettere ancora di più su questo progetto.

    L’insegnamento negli ultimi anni è stato privato di quella bellezza formativa che viene proprio da chi si dedica con passione a questa vocazione. La presenza di uniformità nei metodi e negli strumenti didattici non è garanzia di un metodo perfetto ma di una privazione a cui siamo stati tutti sottoposti nel movimento di globalizzazione.

    Eppure la diversità è da sempre una ricchezza, perchè ce ne siamo dimenticati?

    Per questo ho deciso di ascoltare Elena e di provare a immaginare qualcosa di diverso. Per fortuna il mio amico fata-gatto mi aiuta in questo misfatto e presto, in anteprima per gli amici che mi seguono, una grande novità!