Tra i bambini si è diffusa una festa tipica dei paesi anglosassoni: Halloween racconta di Jack, un ubriacone imbroglione che riuscì a ingannare il diavolo ed evitare l’inferno ma purtroppo nel paradiso non poteva entrare per i suoi peccati e quindi fu dannato a vagare nel mondo.
Halloween ci insegna a prenderci il carico delle nostre azioni ma anche ad accettare quel naturale passaggio che è la morte. Oggi prevale il senso più giocoso di questa ricorrenza con la richiesta “dolcetto o scherzetto?” di presumibile provenienza da un’usanza degli antichi cristiani che nel periodo della festa dei Santi e della commemorazione dei morti, raccoglievano dolci in cambio di preghiere per i defunti.
Nella tradizione italiana la notte che precedeva la festa dei santi si preparavano i dolcetti dei morti, si accendevano le candele, si preparava la casa, si suonavano le campane, per richiamare le anime che venivano a salutare parenti e amici.

C’era un legame che restava nel tempo e che veniva ricordato con cura e dolcezza. Un legame prezioso che non fa morire chi ci ha lasciato. Un libro con cui ho voluto parlare di questo legame è “Il filo argentato”, un racconto che dedico a tutti i miei cari, in particolar modo a mio papà che, attraverso quel filo, continua a restare con me.
Puoi trovare il filo argentato nel mio shop e in qualsiasi libreria.




Celebriamo la Vita nell’Amore perchè è il sentimento che ci porta luce nella nostra Vita, allontanando con la sua lieve brezza le nubi dei problemi che sono compagne della vita di tutti.
“Come un petalo, si ispira alla primavera riprendendo ed enfatizzando proprio il concetto di rinascita. La vita è movimento, continua trasformazione e per questo non può prescindere dalla morte, ma da essa riparte per inaugurare sempre un nuovo ciclo. Poche frasi introducono i racconti: ascolto, spirito di osservazione, umiltà, amore autentico, rispetto per la vita, attenzione anche alle piccole cose sono alcuni di quei valori smarriti, summenzionati, e che qui riconquistano un ruolo di centralità. Alle premesse seguono le storie vere e proprie che si offrono al lettore come una sorta di drammatizzazione dei concetti precedentemente esposti, una traduzione in pratica di quanto esplicitato nella teoria. La narrazione a questo punto si colora di sfumature fantasiose, a tratti surreali, acquisendo quasi i contorni della favola. Sono guerrieri, Maestri, Spiriti, elementi naturali a prendere la parola, ad agire, a guidarci lungo un percorso di rinnovamento e di crescita spirituale. Centrale è sempre il rapporto tra uomo e natura. Quest’ultima con i suoi cicli stagionali, la sua forza, la sua magnificenza, la sua capacità di tenere in equilibrio gli opposti, si offre all’essere umano come uno specchio capace di riflettere la sua stessa anima. Osservandola, egli può imparare molto su se stesso”



Quando leggo i miei racconti del passato come L’Attesa, non so fare grandi cambiamenti. C’è qualcosa nello scrivere che va oltre le parole e che, a mio parere, bisogna conservare. Quel momento è stato unico, poi superato da altre emozioni e altri percorsi. Si scriverà altro, con altri significati, con altre latitudini umane ma se c’è stato il Cuore in quel Credere, il suo valore resterà intatto.