Tag: gatto nero

  • Volevo un gatto nero

    http://www.stargatto.com

    Come potrei non amare i gatti neri, gialli, rossi e blu?

    Il mio gatto Nino è un mangia-foglie e rovina divani ma è quasi sempre d’accordo con me.

    Nino al lavoro

    Avere un animale che abita insieme a te una casa che diventa più sua che tua, è una scelta che deve essere consapevole. Sempre. 

    Nei miei libri parlo spesso di gatti, mi piace disegnarli e cerco di trarre molti spunti dalla loro osservazione. Sono animali affascinanti, troppo intelligenti per essere iper attivi tranne quando è il caso. I love cat!

    Per questo ho scritto due libri per bambini dedicati solo a loro. Il primo è “il gatto e il ratto”, una favola divertentissima di un topo e di un gatto che alla fine diventano amici.

    Il secondo è stato scritto per le letture di “nati per leggere” e racconta con la voce di un bimbo il rapporto che può esserci con un animale domestico. 

    Auguro a tutti i bambini di essere amati da gatti speciali, neri, blu, gialli o a pois e buona festa a tutti.

    Ti ricordo che sul sito potrai scaricare il relaxing cat gratuitamente e che dal mese di ottobre è possibile ricevere sconti e omaggi con la gatto card. 

    Giuseppina Bruno

  • 17 novembre, giornata del Gatto Nero

    17 novembre, giornata del Gatto Nero

    gatto-nero

    Oggi ho raccontato ai bambini la storia del gatto nero che regalo a tutti i bimbi.
    Il gatto nero era un micetto bistrattato perchè  per una vecchia superstizione si credeva che portasse sfortuna. Tutti lo evitavano e quando attraversava la strada, tornavano indietro e cambiavano direzione!
    Un giorno un signore era uscito a comprare le uova per sua moglie, quando d’improvviso il gatto nero sfrecciò davanti ai suoi piedi. “Che dilemma!” pensò il signore perchè non voleva cedere a quella tentazione della superstizione ma, pensa e ripensa, considerò che alla fine era meglio non rischiare. Aveva ascoltato storie terribili su chi aveva osato proseguire dopo l’avviso del gatto nero. Per questo, girò i tacchi e cercò di trovare un’altra strada per rientrare a casa ma per fare il giro largo arrivò dopo una settimana! Trafelato e un po’ sudato bussò all’uscio perchè anche delle chiavi s’era scordato.

    “Chi è?” disse una vocina.

    “Sono papà” rispose quel signore, riconoscendo il timbro della sua bambina.

    Oh! che felicità ci fu quel giorno! finalmente il papà era tornato, anche la mamma che di solito borbottava adesso da ogni poro del suo viso, felicità sprizzava!
    Il signore stremato diede le uova alla moglie e poi si tolse le scarpe per buttarsi sul divano quando un gridò levò con tutto il fiato scorgendo il suo bambino che stringeva quel gatto nero malfamato!

    Tutta quella fatica a cos’era servita? A capire che la superstizione serve solo a perder tempo e che ogni gatto nero può diventare un amico sincero e vero.

     

    Giuseppina Bruno