
L’ispirazione è molto importante per gli scrittori. Non è solo scrivere quanto piuttosto “ascoltare” e “raccontare” attraverso il filtro delle proprie emozioni, dei sentimenti e della propria esperienza di vita.
Janet P. è una bambina che come tante subisce quella sottile emarginazione del gruppo, del branco di chi vuole farti sentire diverso, sbagliato, isolato perchè sa che hai qualcosa di speciale, a volte in modo inconsapevole. Sente che sei diverso, attivato, lucente e di questo si strugge e per questo ti deride.
La soluzione è accettare di guardarsi dentro, usando i nostri occhi, le nostre emozioni e la nostra determinazione. Quando arrivi a te stesso, non importa e in che tempo, allora si mostreranno nuovi orizzonti, nuove possibilità, nuovi percorsi.
Janet P. ci insegna questo, attraverso la sua capacità di credere e di agire per i suoi sogni. Ho dedicato a lei la prima favola, a tutte quelle bambine di qualsiasi età che sognano e che sono pronte ad entrare nel magico mondo della propria realtà.


“Come un petalo, si ispira alla primavera riprendendo ed enfatizzando proprio il concetto di rinascita. La vita è movimento, continua trasformazione e per questo non può prescindere dalla morte, ma da essa riparte per inaugurare sempre un nuovo ciclo. Poche frasi introducono i racconti: ascolto, spirito di osservazione, umiltà, amore autentico, rispetto per la vita, attenzione anche alle piccole cose sono alcuni di quei valori smarriti, summenzionati, e che qui riconquistano un ruolo di centralità. Alle premesse seguono le storie vere e proprie che si offrono al lettore come una sorta di drammatizzazione dei concetti precedentemente esposti, una traduzione in pratica di quanto esplicitato nella teoria. La narrazione a questo punto si colora di sfumature fantasiose, a tratti surreali, acquisendo quasi i contorni della favola. Sono guerrieri, Maestri, Spiriti, elementi naturali a prendere la parola, ad agire, a guidarci lungo un percorso di rinnovamento e di crescita spirituale. Centrale è sempre il rapporto tra uomo e natura. Quest’ultima con i suoi cicli stagionali, la sua forza, la sua magnificenza, la sua capacità di tenere in equilibrio gli opposti, si offre all’essere umano come uno specchio capace di riflettere la sua stessa anima. Osservandola, egli può imparare molto su se stesso”


Quando leggo i miei racconti del passato come L’Attesa, non so fare grandi cambiamenti. C’è qualcosa nello scrivere che va oltre le parole e che, a mio parere, bisogna conservare. Quel momento è stato unico, poi superato da altre emozioni e altri percorsi. Si scriverà altro, con altri significati, con altre latitudini umane ma se c’è stato il Cuore in quel Credere, il suo valore resterà intatto.