Categoria: vita vissuta

  • Inktober, il mese delle sfide!

    Inktober, il mese delle sfide!

    Inktober è una sfida annuale dedicata agli appassionati di illustrazione, nata nel 2009 dalla mente dell’artista americano Jake Parker. L’obiettivo di questa iniziativa è quello di incoraggiare artisti di ogni livello a disegnare ogni giorno, durante il mese di ottobre, per praticare, migliorare le proprie capacità e condividere la propria creatività con una comunità globale. Il nome “Inktober” deriva dall’unione di “October” e “inktober”, richiamando l’uso principale del tratto con inchiostro, anche se molti partecipano con tecniche diverse.

    Quando è nato e come funziona

    Inktober è nato come una sfida personale di Jake Parker, che voleva creare un’occasione per motivare se stesso e altri a dedicarsi regolarmente al disegno. Nel tempo, questa iniziativa si è diffusa rapidamente, diventando un fenomeno internazionale. Ogni anno, gli artisti sono invitati a realizzare un disegno al giorno seguendo uno spunto specifico o, semplicemente, lasciando spazio alla propria inventiva. L’adesione è aperta a tutti, dai professionisti agli hobbyisti, e spesso anche le scuole e le comunità artistiche organizzano eventi e scambi di lavori.

    Il mio coinvolgimento in Inktober

    Personalmente, partecipo a Inktober ogni anno con entusiasmo, dedicando tempo e passione a questa sfida creativa. Ogni edizione, raccolgo le illustrazioni in un libretto, un progetto che si sta intensificando e che presto sarà pubblicato. Questo volume vuole essere un regalo speciale per gli amanti delle illustrazioni, un modo per condividere la bellezza dell’arte e l’ispirazione che questa sfida genera. La raccolta è pensata per essere apprezzata in momenti di tranquillità, magari accompagnata da una calda tazza di tè, perfetta per le serate invernali.

    Dove trovare il mio libretto?

    Il libretto sarà disponibile nello shop del sito www.troppobelli.com. È un regalo ideale per la stagione invernale, un modo per amare l’arte e lasciarsi ispirare. Con le sue illustrazioni, il volume vuole invitare a rallentare, a godere di un momento di relax e di scoperta personale.

    Inktober rappresenta più di una semplice sfida artistica: è un’occasione per crescere, esprimersi e condividere il proprio talento. La mia partecipazione e il progetto di raccolta sono un modo per celebrare questa meravigliosa community e l’amore per l’illustrazione. Se anche voi desiderate riscoprire il piacere di disegnare quotidianamente, o semplicemente cercate un regalo speciale per l’inverno, non perdete l’opportunità di scoprire il mio libretto su Troppobelli.

    Vuoi vedere in anteprima i disegni? Seguimi su Instagram (@giusyllab) dove ogni giorno pubblico nello stato il mio inkschizzo.

    Buon Inktober a tutti, e che l’ispirazione non vi lasci mai!

  • Il viaggio dell’Anima

    Il viaggio dell’Anima

    Fin da quando ho iniziato a scrivere dall’età di 15 anni, con i miei primi racconti brevi, ho notato con certezza che le stagioni spesso influenzano la mia ispirazione, il mio tono e il modo di raccontare. Oggi, potendo riflettere su un percorso di scrittura che si protrae nel tempo e nell’età che ho raggiunto, posso affermare con chiarezza che ogni stagione porta con sé uno stile narrativo e una prospettiva diversa, che si radicano nelle emozioni e nelle esperienze.

    La primavera: l’ispirazione alla rinascita

    La primavera, con il suo risveglio dei colori e dei profumi, è sempre stata per me un periodo di rinascita. È il momento di mettere a frutto le nuove energie, di riporre nelle parole la voglia di rinnovarsi, di scoprire e di creare. In questa stagione, la scrittura è fresca, intrisa di speranza, di promesse di nuove avventure e di emozioni leggere, spesso dedicate a sogni che si avverano e a possibilità infinite.

    L’estate: il fuoco dell’intensità e della passione

    L’estate, con i suoi cieli tersi e i tramonti infuocati, accende in me un desiderio di passione e di avventura. Anche nella scrittura, questa stagione si traduce in storie cariche di ardore, di amicizie intense e di scoperte che bruciano sul tempo. L’atmosfera estiva induce a scrivere con maggiore energia, consapevole che il calore può trasformarsi in un motore potente per le parole.

    L’autunno: il romanticismo profondo e la memoria delle esperienze

    Ma è l’autunno, forse, la stagione che più di tutte ha influenzato il mio modo di scrivere e il mio modo di vedere la vita. Ricordo di aver notato fin da giovane che questa stagione, con i suoi cieli grigi e i tramonti carichi di energia, porta con sé un romanticismo profondo e introspettivo. È il tempo della riflessione, dei ricordi che riemergono dalle profondità dell’anima, delle ferite che ancora fanno male ma che, nel tempo, diventano insegnamenti e libertà.

    In autunno, i racconti spesso si tingono di un senso di nostalgia, di amore che ha lasciato traccia, di vite vissute intensamente e di emozioni che rimangono impresse nel cuore. Questo periodo ispira storie di passione e di perdita, ma anche di crescita, di insegnamenti e di consapevolezza, perché nelle ferite troviamo il significato più profondo dell’esistenza.

    L’inverno: il silenzio e la riflessione

    Infine, l’inverno. È la stagione dove sono nata, dell’introspezione, del silenzio e della trasformazione silenziosa. In questi mesi, la scrittura diventa calma, più profonda, eterna, quasi un sussurro al cuore. È il momento di raccogliere le idee, di lasciar affiorare i pensieri più nascosti, di preparare il terreno per nuove esplorazioni interiori.

    La maturità e l’autunno: il momento migliore di scrivere

    Oggi, nella mia maturità di scrittore, posso dire che l’autunno rappresenta forse il mio periodo più fertile. È la stagione che più di tutte ispira le mie storie migliori, perché riporta alla superficie i significati più profondi della vita. In questa stagione, attraverso le parole, riesco a catturare l’essenza dell’esperienza umana: la nostalgia, il ricordo, la perdita e la rinascita. È come se il mio stile narrativo si arricchisse di una maturità emotiva, capace di raccontare non solo eventi, ma anche il senso più autentico delle emozioni che ci attraversano.

    Le stagioni sono molto più di un semplice ciclo climatico: sono metafore e portatrici di emozioni, di ricordi e di storie interiori. La mia scrittura, si plasma in modo differente a seconda del momento dell’anno, portando alla luce aspetti diversi.

    E forse, come me, ogni scrittore dovrebbe ascoltare il proprio ritmo stagionale, lasciando che l’anima si esprima più autenticamente seguendo le stagioni del cuore.

  • Vuoi scoprire o imitare?

    Vuoi scoprire o imitare?

    I social media hanno rivoluzionato il panorama culturale globale, dando il via a un processo di esposizione continua che ha ridefinito la percezione dell’arte e della creatività. Tuttavia, invece di premiare il reale valore creativo e innovativo, questo nuovo spazio digitale è stato spesso dominato da un processo imitativo, in cui i contenuti virali e facilmente replicabili hanno ottenuto maggiore visibilità rispetto a espressioni artistiche autentiche.

    L’imitazione a scapito del talento

    Uno degli aspetti più deludenti di questa trasformazione è che il vero talento spesso risulta inespresso. Diverse sono le ragioni che portano alla celebrazione di contenuti più conformi a una deformazione culturale, a discapito di opere originali e significative. Fattori come gli algoritmi dei social, l’appeal visivo immediato e la cultura della gratificazione istantanea hanno contribuito a questa tendenza, lasciando in ombra artisti innovativi che non seguono le mode del momento.

    Un cambio di rotta: la riscoperta del valore autentico

    Tuttavia, negli ultimi mesi sembra emergere una tendenza incoraggiante. Sempre più persone stanno manifestando una preferenza per contenuti che non solo si vedono, ma che si leggono e si comprendono più profondamente. C’è un crescente desiderio di conoscere personalmente gli artisti, di apprezzare il loro lavoro in contesti locali, al di fuori della ribalta dei social media. Questo cambiamento sembra indicare un movimento verso una fruizione culturale più autentica e personale.

    Verso una cultura dell’espressione creativa

    Guardando al futuro, c’è speranza che questo trend rappresenti solo l’inizio di un più vasto allargamento orizzontale dell’esperienza culturale. La riscoperta di contenuti autentici e la valorizzazione di espressioni artistiche genuine potrebbero portare a una rinascita culturale, in cui la bellezza e la verità dell’arte riescono a “salvare il mondo”, per usare una celebre citazione.

    Questo processo di cambiamento potrebbe consentire a tutti, non solo agli artisti, di esprimersi creativamente, arricchendo la cultura e la conoscenza condivisa. C’è un ottimismo tangibile che questo riorientamento possa promuovere un panorama culturale più inclusivo e diversificato, capace di valorizzare la bellezza e la creatività in tutte le sue forme.

    In sintesi, mentre i social media hanno certamente trasformato il modo in cui interagiamo con l’arte e la cultura, c’è una nuova corrente che promuove l’apprezzamento e la celebrazione del vero talento. Questa evoluzione promette di contribuire a un futuro culturale più autentico e vibrante.

    Personalmente ho “quasi abbandonato” i social e ho aperto le porte del mio laboratorio dove incontro gli amici e mi dedico a rispondere alle email che negli ultimi tempi ho avuto il piacere di ricevere nuovamente mentre lavoro alle mie favole.

  • Un libro in vacanza

    Un libro in vacanza

    Forse, come me, quando parti per una vacanza, nella tua valigia metti più libri che vestiti perchè avendo più tempo a disposizione vuoi godere di quell’immersione nella lettura che non sempre ti puoi permettere nel tran tran quotidiano.

    L’estate è il momento ideale per concedersi qualche momento di relax e riscoprire il piacere di leggere. In questa vacanza, la Bruno Libri, la mia piccola e indipendente casa editrice self-publishing, propone un’iniziativa speciale: offrire ai lettori le spese di spedizione gratuite per tutte le pubblicazioni disponibili nel proprio catalogo. Un’opportunità imperdibile per immergersi in storie coinvolgenti senza preoccuparsi dei costi di consegna.

    Ma non è tutto: grazie a un appuntamento su prenotazione, potrai visitare il laboratorio per scoprire i processi creativi dietro ogni pubblicazione, conoscermi e sfogliare le nuove uscite. È un’occasione unica per entrare nel mondo di una piccola impresa editoriale, fatta di passione e dedizione, e di scoprire future creazioni che potrebbero diventare i nuovi compagni di viaggio nella propria estate.

    Un libro in vacanza fa bene: è un ottimo allenamento mentale e un alleato prezioso per il benessere psico-fisico. La lettura aiuta a ridurre stress, stimola l’immaginazione e mantiene attivo il cervello. In un momento in cui rilassarsi e rigenerarsi è fondamentale, dedicarsi a un buon libro può rappresentare uno dei modi più efficaci per prendersi cura di sé stessi.

    Non sottovalutiamo quindi il potere della lettura. Approfittate delle spedizioni gratuite e dell’occasione di visitare il laboratorio per vivere un’estate all’insegna della cultura e del piacere di scoprire nuove storie. Un vero e proprio viaggio tra parole, pensieri e emozioni, che arricchirà i vostri giorni di vacanza e alimenterà il vostro benessere mentale.

    Giuseppina

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  • Il Caos della Creatività nell’Organizzazione del Metodo

    Il Caos della Creatività nell’Organizzazione del Metodo

    La creatività è sempre caos, confusione. Questo è un fatto risaputo. Il caos è il simbolo stesso della creazione, ed è difficile pensare a un creativo che non viva in un certo grado di disordine. Se un creativo non è caotico, temo che non stia realmente creando, ma si stia limitando a interpretare idee già esistenti.

    Tuttavia, se non esistesse un metodo, la creazione si fermerebbe nel caos più completo. Vivere solo di stimoli continui, di idee che cercano di concretizzarsi, può diventare frustrante. Spesso mi è capitato di avere un’esplosione di idee — puff! — ma poi, un’altra idea arriva, ancora un’altra, e alla fine mi ritrovo con un mare di confusione senza nulla di tangibile.

    Per questo ho imparato a sviluppare un metodo, il mio personale, che funziona per me. Questo sistema mi aiuta a concretizzare le idee che emergono nel caos della mia creatività. In questo modo, riesco a evitare di perdermi nel vortice delle ispirazioni e continuo a godere di quel che faccio, senza annoiarmi nella routine. Il mio metodo dirige i continui balzelli di idee nella strada giusta, quella della concretizzazione.

    Un consiglio che mi sento di condividere con tutti i creativi è di trovare il proprio metodo. Non esiste un’unica soluzione, ma ciò che conta è creare un sistema che vi aiuti a navigare nel caos mantenendo vive le vostre passioni. Solo così potrete lasciare che la vostra creatività fiorisca, senza esserne sopraffatti. Ricordate: il caos può essere uno strumento potente, ma organizzato in un metodo, diventa la chiave per la realizzazione delle vostre creazioni.

    Giuseppina

  • Il mio genere? La scrittura.

    Il mio genere? La scrittura.

    La scrittura è una parte fondamentale della mia vita, e mi piace esplorare tanti generi diversi perché sono cresciuta in molte direzioni. Collaboro con l’Associazione Energia Maya, scrivendo libri di benessere che non solo nutrono il corpo e la mente, ma costituiscono anche un rapporto proficuo e stimolante a livello intellettuale. È un modo per condividere conoscenze e pratiche che possono illuminare la vita degli altri.

    Un altro ambito che mi appassiona è la letteratura per bambini. Qui posso esprimere la ricchezza di contenuti attraverso un linguaggio simbolico e uno stile narrativo fresco e gioioso. Utilizzo vocaboli non usuali, creando storie che non solo intrattengono, ma educano e ispirano i giovani lettori.

    Tuttavia, il mio genere preferito resta la narrativa breve. È con essa che sono nata come scrittrice all’età di 15 anni, vincendo molti premi letterari. Questo genere mi permette di condensare emozioni e pensieri in brevi narrazioni, dando vita a liriche espressioni dei miei sentimenti e di quel mondo impercettibile che, attraverso la mia Anima, desidera comunicare bellezza e amore agli altri.

    Se sei interessato a scoprire il mio lavoro, puoi trovare tutte le mie pubblicazioni nello shop del sito, disponibili in distribuzione diretta.

    Scrivere è una mia passione, e mi piacerebbe condividerla con te e conoscere la tua opinione per continuare a crescere e sperimentare il mio modo di comunicare.

    Giuseppina

  • Acquista direttamente!

    Acquista direttamente!

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    Acquistare direttamente non è solo un modo per risparmiare, ma è anche un modo per supportare la produzione locale e contribuire a una filiera più sostenibile. Scegliere di comprare da noi significa investire in un servizio che privilegia la qualità e l’accessibilità.

    Quindi, perché non approfittarne? Visita il nostro shop e scopri la selezione di libri a prezzi imbattibili. La tua prossima lettura di qualità è solo a un clic di distanza!

    Giuseppina

  • La passione e l’esperienza

    La passione e l’esperienza

    Se dovessi scrivere una favola sul mio lavoro di scrittura, i due personaggi principali sarebbero la passione e l’esperienza.

    Si nasce con la passione, che nel caso della scrittura è prima di tutto verso la lettura. Sembra scontato ma non lo è. Conosco molti “sedicenti” scrittori che quando indago sul genere che preferiscono leggere sbuffano “non ho tempo di leggere, devo scrivere!”. Ovviamente stiamo parlando di quel genere di scrittore che è nato nella modernità cioè da quando gli APS sono approdati tra i mangiafuoco – ex editori che in cambio di contributi economici ti promettono di rispondere alle smisurate ambizioni.

    Il denaro ha sempre rovinato i sogni dell’umanità e lo dico convintamente. Non è che denigro la scrittura fai da te, perchè è bella questa possibilità orizzontale data a tutti, ma dovrebbe essere meritocratica in senso professionale e non in altre direzioni (economica ma anche socio-politica). Il risultato è un panorama letterario italiano alquanto desolante mentre all’estero questo approccio funziona. Dove sta l’inghippo? Nella lettura attiva che in Italia è bassissima.

    Certo sono ironica ma anche realistica. Se non avessi avuto passione letteraria oggi sarei in quel circolo dei sedicenti. Invece ho avuto passione e poi ho deciso di fare tanta, tantissima esperienza nella scrittura. Ho scritto attraversando stili diversi, collaborando con chiunque avesse bisogno di scrivere perchè “tu sei brava” solo per sfruttare. Chi non è stato sfruttato nelle sue passioni? Ma meno male!!! Questo mi ha permesso di crescere, imparare, sfondare gli argini delle mie zone confort, esplorare, sperimentare. Si, questa è esperienza!

    Devo ringraziare anche chi ho detestato. I sedicenti e gli approfittatori. Mi hanno permesso di alzarmi le maniche e nelle smorfie tipiche di uno sforzo appassionato, arrivare a comprendere che mi piace leggere tantissimo e mi piace molto scrivere quando sento quella friggitoria nei pensieri che ha voglia di scaricarsi in un pensiero, emozione, esperienza.

    Scrivo le mie favole, i miei racconti brevi, i libri per l’Associazione Energia Maya, come giornalista indipendente fuori da ogni albo, per progetti sociali e sul mio diario segreto.

    Oggi posso celebrare il matrimonio tra la passione e l’esperienza e quando mi dicono “sei esaltata”, si lo sono, come tutte le persone innamorate.

    Non disturbatemi, sto sognando.

    Giuseppina Bruno

  • Il ruolo della politica e della PA della deculturazione territoriale

    Il ruolo della politica e della PA della deculturazione territoriale

    In questa grigia giornata autunnale, tipica di questo territorio dove la natura trionfa, ho ricevuto alcune novità riguardo le pubblicazioni di bambini di cui mi occupo da ormai quasi vent’anni e mi sono chiesta il motivo per cui si debba privare di bellezza e professionalità questo ambito. Forse i bambini sono ignoranti e non comprendono cosa è piacevole e cosa è scontato? O forse vogliamo abituarli a questo per abbassare l’asticella dell’intelligenza emotiva sempre più verso la dissociazione cognitiva?

    Negli ultimi decenni, ci troviamo di fronte a un fenomeno inquietante: la deculturazione del nostro territorio, un processo che sta erodendo i pilastri della nostra identità culturale. Non è un caso che a fomentare questo decadimento siano state, in larga parte, le scelte della politica e la gestione di diversi settori pubblici, come scuole, comuni e biblioteche. Un’analisi critica rivela come clientelismo e dequalificazione del lavoro editoriale stiano minando la nostra cultura con favori di scambio vergognosi.

    Il clientelismo, quel sistema di favoritismi e raccomandazioni che ha radici profonde nel nostro sistema politico, ha portato a una selezione di figure pubbliche che, piuttosto che promuovere il bene comune, si sono concentrate unicamente sul mantenimento del proprio potere. La nomina di dirigenti, insegnanti e responsabili di servizi pubblici avviene spesso non in base al merito, ma alla loro influenza sul bacino elettorale di riferimento. Questo approccio ha creato un ambiente stagnante, in cui proposte innovative e di valore sono soffocate dal conformismo e dall’incompetenza.

    Nelle scuole, per esempio, programmi educativi e iniziative culturali vengono spesso sacrificati per favorire attività più “popolari”, ma di scarso valore educativo. Così, gli studenti sono esposti a contenuti degradati, privi di stimoli critici e riflessivi. Ci si aspetta che accettino passivamente un’educazione mediocre, mentre il valore della cultura e della conoscenza scende a compromessi con il “piacere” di un consenso facile. Manca la visione critica a favore di un dilagante qualunquismo.

    Anche le biblioteche, un tempo fari di sapere e luoghi di incontro culturale, stanno vivendo una lenta agonia. Finanziamenti ridotti e una programmazione insipida, mirata più a attirare visitatori che a promuovere la lettura e l’educazione, hanno trasformato questi spazi in meri contenitori di libri, privi di vitalità. Progetti editoriali di scarto, nati da logiche puramente commerciali, vengono proposti al pubblico, mentre opere di valore, frutto di creatività e ricerca, faticano a trovare spazio. La cultura non dovrebbe essere un prodotto da vendere al miglior offerente, ma un patrimonio da preservare e valorizzare.

    La conseguenza di questa deculturazione è grave: ci si abitua al bello, ma nel tempo, il cattivo gusto può diventare una grave infermità a cui ci si abitua ancora più semplicemente. L’assenza di una proposta culturale di qualità ha portato il pubblico a disinteressarsi di ciò che è veramente significativo, preferendo l’intrattenimento superficiale e momentaneo. La necessità di “fare fama” ha spinto molti verso un conformismo estetico che prevale sull’originalità e sulla sostanza. In questo contesto, il degrado diventa normalità, mentre la cultura di qualità viene emarginata.

    Che prospettive abbiamo quindi? La nostra società deve confrontarsi con una verità scomoda: la politica e il settore pubblico, in nome del clientelismo e di un vantaggio a breve termine, hanno contribuito alla deculturazione del territorio. È urgente che cittadini e operatori culturali si uniscano per rivendicare il valore della cultura, chiedendo un cambiamento radicale nel modo in cui viene gestita e promossa. Solo così possiamo sperare di salvaguardare il nostro patrimonio culturale e di costruire un futuro in cui la qualità e il valore tornino a essere protagonisti indiscussi della nostra vita pubblica.

    Illustrazione articolo della copertina di Mr Pumpkin, tratta dal migliore libro che ho scritto sulle questioni politiche.