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  • Tira e Scampa

    Tira e Scampa

    Ginger

    Chi è sempre felice mi fa paura. Chi è sempre triste mi fa pena.  Per questo racconto favole. (Ginger è una favola per chi ama la stranezza della natura, la stranezza dei bambini, la stranezza dell’essere sè stessi in un modo di sè altri. Di chi se ne frega ma sa Ascoltare. Per tutti, dedicata a mia nipote Vicky)

  • I love shopping

    I love shopping

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    Un creativo non si ferma neppure quando dorme. Infatti certi sogni sono favole e certe favole fanno sognare.

  • Walnut story board

    Walnut story board

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    Avevo una paura mostruosa e poi mi sono accorta che era simpatica, così siamo diventati amici.

  • Tante storie…

    Tante storie…

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    I miei piccoli amici hanno tanta voglia di viaggiare….adotta un libro, troverai un tesoro.
    Vi aspettiamo al Pisa book festival

  • J’arrive

    J’arrive

    Quando riesci a essere sul treno giusto nel momento giusto e nella giusta direzione il più è fatto.

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  • Sembra una fata ma è una G

    Sembra una fata ma è una G

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    Quello che sembra non sempre è ma spesso lo diventa.  Siamo noi ad averlo cambiato o semplicemente si finisce per accettare la cruda verità?

  • Friends

    Friends

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    Dove non arriva l’istinto, arriva l’esperienza.

  • Riciclanti e composti

    Riciclanti e composti

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    Le cose inutili sono quelle che non ti servono in quel momento ma potrebbero tornare utili in un secondo tempo o per altri usi o destinazioni. Se lo sai lo capisci e ricicli.

  • Past to Past

    Past to Past

    past
    Il passato torna per essere compreso, per trovare pace, speranza, fiducia.
    Un giorno lui è tornato a chiedere scusa e lei l’ha ascoltato. Poi gli ha detto “Non posso perdonarti” e lui se n’è andato ma era più leggero, quasi volava, perchè lei l’aveva ascoltato.
    In fondo ascoltare è già perdonare, accogliere, amare. Lui lo sapeva.

  • Siamo favole in cammino

    Siamo favole in cammino

    come-mi-vesto-se-piove

    Stamattina mi è venuta in mente. Pioveva fine, fine, mi stavo bagnando ma tanto l’ombrello è una di quelle cose che non porto mai, anche se le mie superborse potrebbero contenerlo, togliendo via blocchi di carta, appunti, matite, chiavette, foglietti, forbici per tagliare eventuali cose che non si staccano, braccialetti che metto ma poi non sopporto, occhiali che dovrei mettere ma non mi ricordo, cartelline con cose da fare, già fatte da archiviare, ipotetici progetti da costruire. Però poi penso che gli ombrelli si bagnano e bagnerebbero i miei appunti, quindi preferisco bagnarmi la testa anche se so che la pioggia non è più tanto buona, sarebbe meglio coprirsi. Comunque Gerarda mi ha sorriso e mi ha coperto con il suo ombrello “tanto camminiamo nella stessa direzione”. Poi ci siamo salutate perchè io ero arrivata.

    “Come ti chiami?”, le ho chiesto.

    “Gerarda”, mi ha detto.

    Volevo ricordare il nome di una persona semplice e buona. Così ogni tanto la ricordo sorridendo.

    (around life)