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  • O menino

    O menino

    É tanto céu e mar num beijo azul
    Entre as nuvens vem surgindo
    Um lindo avião rosa e grená      (Aquarela, Toquinho)

    giornata-bambini

    Oggi è la festa di Nostra Signora di Aparecida, patrona del Brasile. In questa giornata si celebra anche la Festa dei Bambini, in una terra dove l’infanzia è tanto importante quanto poco considerata. Durante questa giornata i crianças che potranno permetterselo, potranno divertirsi con maschere, giochi, pranzi e divertimenti dedicati a loro. Altri crianças resteranno sospesi a guardare il cielo, tra la poesia e la disperazione di un mondo che non ha ancora capito il valore dell’infanzia, che identifica sempre più nei bambini un mercato da conquistare, calpestare, utilizzare.

    Auguro a tutti i crianças meno fortunati di avere una giornata di dolcezza e di serenità, la speranza che possa sempre riportare il sorriso e quella levità che solo i bambini possono avere.

    Giuseppina Bruno

  • A volte siamo delle volpi

    A volte siamo delle volpi

    (Spiegazione del perchè scrivere è un grande “affare”)

    volpe-unvaLa sperimentazione della scrittura nei diversi generi è molto importante, cosi come lo è la lettura per quanto alcune cose ci possano attrarre di più così come capita nell’alimentazione. Al di là delle intolleranze, allergie e via dicendo, più si ha un’alimentazione varia e più si è in grado di rafforzare sistema immunitario, radicali, sinapsi e via dicendo. Nello stesso modo, se immaginiamo che la lettura sia connessa con la capacità di ascolto e la scrittura con la capacità di logos (linguaggio e riflessione), possiamo interconnetterci con un sistema immunitario cerebrale che ci rende capaci di una certa libertà di pensiero che diventa azione o riflessione libera quindi in grado di generare la certezza del bene. Sono aspetti entrambi interessanti perchè senza progetto non si può costruire un edificio ma senza muratori l’edificio resterebbe un sogno irrealizzato e per vivere in maniera sufficientemente libera devi essere un po’ muratore e un po’ architetto.

    Impara l’arte e mettila da parte.

    Nella mia famiglia c’è sempre stata la mania del fai da te di quasi tutto. Mio padre diceva sempre “E’ meglio se te lo fai da sola” e non era un discorso di risparmio di soldi ma di tempo e di libertà. Sono cresciuta in una famiglia maniaca da questo punto di vista, dove tutti provavano a fare tutto, letture comprese ma poi c’erano gli aspetti preferiti. Mio padre adorava i proverbi, mia mamma le storie romantiche, mio zio la fantascienza, mia zia la filosofia, mio cugino i fumetti e così via. Io assorbivo tutto e ci provavo perchè quello era l’imprinting ma provare è anche un modo per trovare la propria strada, quella che ti piace perchè senti bene addosso come un bel vestito.

    “Come si pubblica un libro? Si fanno tanti soldi?”

    Nel mio lavoro di scrittura-pubblicazione incontro tante persone che mi chiedono come si fa a pubblicare perchè “sai, ho una storia molto bella che ho scritto, vorrei scrivere, mi piacerebbe proprio provare anche a me a scrivere un libro….”. Io ascolto anche se non capisco perchè lo chiedono a me che non sono la Mondadori o Feltrinelli per dire, ma ho anche imparato, dopo anni di esperienza, a rispondere con una domanda.

    “Che tipo di libri ti piace leggere?”

    E’ molto interessante scoprire che pochi leggono. Sempre meno. Rapiti dal raptus dei social network in cui capeggia Facebook con quella faccia da impertinente altro che book! E dove persino i post scritti nessuno li legge o quelli che rimandano ad articoli sono likezzati ma figuriamoci se si perde tempo a leggere. Ci sono troppe foto e stati d’animo da visionare, capire, likezzare, taggare. Ah! Si, vero. Spesso questi aspiranti scrittori sono facebookiani incalliti nell’uso di faccine e slang ma, se fai il muratore e non studi un po’ di struttura, il tuo edificio è probabile che crollerà al primo raggio di sole. Nello stesso modo se non hai mai usato la cazzuola, i tuoi scritti saranno vuoti e assenti come progetti impossibili o pieni di ridondanze irrealizzabili. E’ questo il punto: studia per essere un buon progettista (lettore), lavora per essere un buon muratore (scrittore), sapendo bene che con la scrittura potrai fare abbastanza soldi per andare a mangiare una pizza con il tuo lettore numero uno perchè, in fondo, se lo merita non credi?

     Filastrocca dedicata alla memoria di tutti gli aspiranti.

    Giuseppina Bruno

     

  • Cosa vuol dire “increspato”?

    Cosa vuol dire “increspato”?

    meteo-roma-vento-sole-1024x575Nei racconti che scrivo per i più piccoli a volte mi dicono che non dovrei inserire alcune parole perchè non usuali, troppo difficili nella comprensione e che destano domande a cui non sempre gli adulti sanno rispondere. Io sorrido, perchè la bellezza del nostro linguaggio (pur nella difficoltà grammaticale) ci consente di esprimere sfumature che non tutte le lingue hanno la capacità di “verbalizzare”. Ho letto in questi giorni una teoria dove si raccontava che gli uomini prima comunicavano con la telepatia poi, nel bisogno di dire cose diverse da quelle che pensavano, è nato il linguaggio.

    Per anni ho riflettuto sul senso del comunicare, della parole, di quello che ascoltiamo e diciamo. Mi ha sempre colpito molto questa parte della nostra esperienza e spesso, attraverso i miei racconti indirizzati agli adulti, cerco una forma di racconto che sfiora la poesia, quasi un canto lirico. E’ la ricerca del guerriero “un gesto ripetuto che cerca la sua perfezione”. E’ la ricerca dell’Anima che cerca quell’eterno che ferma quell’inquietudine che muove dentro di noi vento ma anche speranza.

    Fino al giorno in cui possiamo cogliere in un piccolo spazio, tutto  quell’immenso che abbiamo desiderato perchè il segreto è accorgersi, non trovare.

    Giuseppina Bruno

     

    Puoi leggere le anteprime dei racconti che ho pubblicato scaricando gratuitamente il libro “Anteprime”. Grazie per lasciare un tuo commento nello shop e consigliare i miei libri ai tuoi amici.

  • L’albero delle carezze

    L’albero delle carezze

    2016-09-12-14-25-27L’albero delle carezze è un libro nato per affrontare il tema della cittadinanza nella Scuola di Infanzia con cui collaboro. L’appartenenza è il sentimento più importante nella nostra vita perchè ci aiuta ad affrontare le esperienze considerando sempre il valore degli altri e quindi nel non sentirci soli e isolati, una sensazione che può creare disorientamento e occultamento della vera personalità: quel “sole” che brilla in ognuno di noi e illumina la nostra Vita e quella degli altri con gioia. Spesso ci sono nuvole ma c’è sempre un albero delle carezze che ci guarda dall’alto per tenerci tra le sue radici e le fronte, protetti dalle tempeste, coccolandoci con Amore. Auguro a ogni bambino di trovare sempre questo albero nella propria vita. Un augurio che faccio a tutti, grandi e piccoli.

    In vendita presso tutte le librerie e presso lo shop

  • Il mare che….

    Il mare che….

    Penso di essere fortunata nel poter frequentare bambini in età prescolare perchè mi permetto ancora di pensare come una bambina, immaginando che in fondo tutto sia possibile in qualche modo. Le mie favole nascono dall’ascolto dei loro piccoli desideri, sogni ma anche dal voler comunicare una capacità di sognare che a volte mi sembra troppo condizionata da problematiche che invadono il mondo dell’infanzia con troppa facilità.

    Le fragilità dei bambini di oggi sono sempre più diffuse e segno che bisogna fare qualcosa per proteggere sempre di più il mondo dell’infanzia.

    2016-07-02 19.37.16

     

    Quest’estate, grazie all’esperienza del Summer Camp della Scuola San Martino, ha visto nascere diverse favole che nel prossimo periodo pubblicherò. Una favola nasce nel mare, grazie alla costruzione della bottiglia sensoriale che abbiamo costruito insieme con un po’ di magia, tanta fantasia e grazie alla polvere magica delle fatine.

    Costruzione del mare in bottiglia:

    • una bottiglia (vetro è ideale ma va gestita con attenzione)
    • Colorante alimentare (blu/azzurro, polvere o liquido anche nei supermercati)
    • Olio di semi (attenzione al colore, alcuni sono troppo gialli)
    • porporina del colore che preferisci (io l’ho usata blu).

    Riempire la bottiglia con colorante, aggiungi porporina per mettere magia e poi finire fino all’orlo con l’olio senza lasciare spazi vuoti. Guarda il risultato finale nel video.

    La favola continua….presto in tutte le librerie e nello shop!

     

     

  • Apprendimento e lettura

    Apprendimento e lettura

    Si dice che i libri ti aiutano a migliorare il linguaggio, la costruzione di una frase, la cultura e i termini forse poco usati ma comunque ricchezza di un patrimonio linguistico che è la nostra storia. Un tempo, almeno, era cosi.

    Quante parole nuove imparano i bambini attraverso i libri?

    Quando ero piccola avevo un vocabolario rosso Zingarelli che aprivo spesso. Ce l’ho ancora ma ormai zio google ha velocizzato i tempi di ricerca. Se io avessi avuto internet quando ero piccola che ne avrei fatto? Certo la consapevolezza di oggi mi porta ad essere golosa di conoscenza perchè è davvero tutto a portata di mente, occhi, pensieri.

    soffio vento giuseppina bruno

    Quando mio figlio era piccolo gli leggevo di tutto, le parole difficili erano una scusa per capire meglio e in questo modo è cresciuto con un linguaggio più ampio. Poi è arrivata l’adolescenza a smorzare le frasi in monosillabi censurabili e criptati ma sono certa che un domani quello che ha appreso ritroverà il suo spazio mentale e verbale. Certo, senza lettura ci sarebbe stato il tempo di un dialogo ma la lettura apre un mondo magico dove la parola difficile diventa evocativa di emozioni, colori e suoni che poi si integrano nella conoscenza dei bambini in maniera molto più semplice.

    Sono questi ultimi tempi, dove come zia approfondisco il mondo della lettura infantile attuale, che mi rendo conto di come si sia appiattito il senso del linguaggio, con l’uso di pochi termini, frasi stringate, descrizioni superficiali. C’è forse una confusione tra la bellezza della semplicità che non deve essere povera di sfumature. Mi piace molto, quando leggo i miei libri nei laboratori di lettura per bambini, quando mi fermano per capire parole come “increspare, fronde, invaghito, sbigottito…”. Allora mi fermo e mimo tra la voce e i gesti la bellezza di quel linguaggio che ci hanno donato i nostri avi, nella ricerca di quei suoni e di quei significati che rendono gli animi più capaci di sognare e di vivere.

    Non è forse vero che “chi ha il linguaggio ha il mondo?” (Hans George Gadamer)

    Foto: Soffio di Vento, Edizione Bruno Libri

  • Leggi come mangi?

    Leggi come mangi?

    La lettura è un’occasione di nutrimento che spesso sfugge, soprattutto per i bambini. Ma se mangi schifezze poi ti viene almeno il mal di pancia.

    Mangi qualsiasi cosa ?

    Questa è una domanda che vorrei porre a tutti i genitori che nell’acquisto di un libro per bambini sono portati a cercare nelle novità consigliate dalla pubblicità che in fondo dovrebbe proporre il meglio della scrittura per l’infanzia. Purtroppo non è così.

    Il mondo della scrittura è fortemente cambiato negli ultimi anni, invitando molte persone ad entrare in un settore che prima aveva meccanismi più selettivi ma “confusionando” (chiedo scusa ai puristi per il neologismo) il piano della qualità nella scrittura. La filiera concorsi-premi-editore che avrebbe dovuto creare scrittori, si è corrotta in un primo step attraverso la politica/potere per le sue ovvie ragioni di consenso elettorale e non, in un secondo step attraverso l’economia e il marketing seguendo i nuovi bisogni (indotti) delle persone e creando:

    1. dettatori di libri che sono calciatori, attori, ballerini, ragazzi ma solo se di “Amici”, comici, esperti di esperienze che evidentemente sono interessanti per gli acquisitori di libri;
    2. scriventi di libri di qualsiasi età, attraverso una liberalizzazione della pubblicazione (autori a proprie spese) che da una parte penso sia molto positiva perchè la concorrenza poteva creare un’occasione selettiva in un’ottica di consumo che però non c’è stata.

    Leggi l’etichetta?

    Quando faccio la spesa, leggo sempre l’etichetta. Mi piace sapere da dove arriva il cibo, possibilmente compro nei negozi dove chi mi serve sa delle mie idee, delle mie abitudini e che alcune cose proprio non mi piacciono. Mi piace sapere quello che metto nella pancia, perchè voglio che il cibo mi faccia sempre bene. Ma ogni tanto è bello provare qualcosa di nuovo, quindi provo. Anche quando leggo ho i miei autori preferiti, i miei generi, le mie fisse ma poi mi lascio tentare da qualcosa di nuovo, generalmente molto sconosciuto. Non sono una lettrice che segue le “mode”, del consigliato o dei più venduti, perchè non mi fido. So che gli obiettivi non sono di elevare la cultura: avremmo una popolazione di persone che scrive cose più intelligenti e in italiano sui social network, nelle email, whatts up, sms. E’ evidente che gli obiettivi sono di abbassare intelligenza, forse anche con il fluoro del dentifricio, và a capire. Resta l’occasione del consumo che anche per chi regala libri in quel formato che puoi leggere  solo se hai un pc o un tablet, va sprecata.

    Ti resta solo quella noia divertita che provi mentre ti raccontano che in Italia andrebbe promossa la lettura, non i libri. Subito prima della pubblicità dell’ultimo “vizio della lettura” di un famosissimo non so chi.

    Foto: riciclo creativo di un libro, nuovo mercato di sbocco per la moderna scrittura.

     

     

  • Ponti colorati

    Ponti colorati

    Uno degli aspetti più importanti nell’educazione è quello di insegnare a costruire un ponte per accettare la diversità, come opinione, pensiero, abitudine.

    Purtroppo i luoghi comuni ci spingono a usare pregiudizi e opinioni che non sono sempre frutto di un nostro ragionamento ma spesso il risultato di un indottrinamento indotto proprio attraverso l’educazione. Eppure l’importanza dei ponti è il fondamento della costruzione di una civiltà che possa convivere armoniosamente e pacificamente.

    Oggi nonostante il parlare di diversità e diversamente diversità sia praticamente un must, rifletto sulla poca capacità di creare quei ponti che sono l’unione di noi stessi con tutto quello che ci circonda, con la bellezza e la fragilità della nostra esistenza, con la consapevolezza che siamo parte di un’umanità che è fatta di tutti noi messi insieme. Questo non significa essere uguali. Questo significa accettare quello che è diverso da te anche se tu non apprezzi quello che lo rende diverso da te.

    Ascolta la filastrocca su Radio Buonanotte Bambini

    Accettare è l’unica Via per esistere con pacifica convivenza in questo mondo.

    Dedico questa filastrocca a tutti gli amici che con passione, impegno e molta sofferenza anzichè costruire fossati, si uniscono al mondo con mille ponti colorati. Grazie per la Vostra bellezza e il Vostro insegnamento.

  • Laboratori di lettura “free pass”

    Laboratori di lettura “free pass”

    Leggere è importante perchè formativo, di stimolo al linguaggio e alla capacità di ascolto ed è questo il punto sul quale voglio soffermarmi. Da piccoli i bambini ascoltano i grandi che leggono o raccontano le favole: questo è un tipo di lettura indiretta che li abitua all’uso della capacità di “ascoltare”, da cui nasce riflessione, spirito critico, curiosità quindi comunicazione. L’ascolto è l’input da cui nasce dialogo, scambio, crescita.

    I bambini di oggi per lo più “ascoltano” la televisione, uno strumento chiuso, passivo che li isola sempre più perchè non possono chiedere alla televisione quello che non hanno capito o raccontare il loro punto di vista. Si abituano a ricevere senza farsi domande, in quel sistema di immagini, parole che ricorda molto un indottrinamento perchè basato su luci e immagini. Del resto, anche Pasolini esprimeva la sua critica nei confronti di questa illusoria forma di comunicazione in tempi quasi insospettabili.

    Abituarsi a leggere, significa ritrovare dei tempi diversi, un modo diverso, basato su un Ascolto prima esteriore e poi interiore che aiuta elaborazione e senso critico. Per questo sono importanti i laboratori di lettura quando stimolano il punto di vista dei piccoli (o grandi) lettori, condividendo le loro aspettative, desideri, dubbi, curiosità, con totale libertà.

    Se non sei libero di esprimere quello che pensi, come potrai crescere nella tua esperienza comunicativa?

    Spesso mi sono trovata in laboratori di lettura organizzati come delle “sette”. So che potrà sembrare un termine esagerato ma l’unico fine era quello di rafforzare un’élite con i suoi punti di vista. Questo è dannoso anche per gli adulti ma pericoloso per i bambini, già eccessivamente portati verso una passività comunicativa. I laboratori di lettura dovrebbero essere “free pass”: chiunque dovrebbe sentirsi libero di dire quello che pensa, fossero anche “fesserie”. Penso che solo in questo modo si potrà riportare l’amore per la lettura che soprattutto in Italia è ridotta ai minimi storici.

  • Buona Pasqua

    Buona Pasqua

    Buona Pasqua

    Quante uova colorate
    tutte belle impacchettate:
    dentro c’è del cioccolato
    che aspetta di essere assaggiato.
    Poi arriva la sorpresa,
    che è sempre inattesa.
    Ma il più bello della festa
    è quella piccola richiesta,
    di un giorno più sereno
    che non scorra in un baleno.
    Buona Pasqua con un sorriso
    che resti sempre sul tuo bel viso.

    Giuseppina Bruno