Il pupazzo di neve (uomo di neve) è una favola che è stata scritta da Andersen nel 1861. Parla di un pupazzo di neve innamorato di una stufa, una storia impossibile come si capirà ma che sul finale svela come ci sia sempre un segno di testimonianza che unisce le diversità. In seguito questo affascinante personaggio dei paesaggi invernali è stato riportato in vita da Raymon Briggs, un illustratore britannico che è diventato particolarmente famoso per il suo libro “The Snowman” (1978) da cui è stato tratto in seguito un cartone animato (1982)
Oggi i bambini ricorderanno più semplicemente Olaf, del film “Frozen” ispirato dalla favola di Andersen “la regina delle nevi” dove finalmente il pupazzo di neve riuscirà a vincere le leggi della fisica e vivere in ogni temperatura grazie alla magia di Elsa. Questa evoluzione rientra nella cultura moderna superando quell’insegnamento della tradizione che ha radici sicuramente più stabili.
Snowman è un personaggio molto amato che ritroviamo anche in molte filastrocche soprattutto anglosassoni. Per questo giorno propongo una versione semplice e divertente che è adatta ai bambini, una scheda per colorare il pupazzo di neve che si può appendere in casa, alle finestre, davanti la porta…perchè….
dove c’è un bambino, c’è ancora la gioia di un’infanzia che bisogna proteggere e mostrare a quel mondo che se n’è scordato.
Video canzone “I am a little snowman” (con testo scritto)
snowman (scheda da colorare)
Libro Snowman di Giuseppina Bruno












Quando leggo i miei racconti del passato come L’Attesa, non so fare grandi cambiamenti. C’è qualcosa nello scrivere che va oltre le parole e che, a mio parere, bisogna conservare. Quel momento è stato unico, poi superato da altre emozioni e altri percorsi. Si scriverà altro, con altri significati, con altre latitudini umane ma se c’è stato il Cuore in quel Credere, il suo valore resterà intatto.
Halloween ormai è un tema ricorrente per tutti i bambini che aspettano questa festa per accumulare dolcetti da conservare per l’inverno. Mi ricordano gli orsetti e tutti quegli animaletti che se ne vanno in letargo. Benchè questa sia una festa importata, devo dire che in Italia poco corrisponde all’originale: la concentrazione dei bambini è molto orientata sugli zuccheri, meno sui mostriciattoli. L’anno scorso sono stata invitata a una festa in biblioteca sul tema Halloween e ho pensato che avrei letto qualche filastrocca, tuttavia ne ho trovate di non adatte a quello che avrei voluto trasmettere e così ho deciso di scrivere tre filastrocche poi già che c’ero ho scritto un racconto per affrontare la paura del buio, di quei mostri che vivono sotto i letti, negli angoli bui della stanza quando manca la luce e la vista. La paura in un certo senso è anche educativa, perchè ti mette al riparo da gesti imprudenti ma va affrontata con quella forza interiore che hanno soprattutto i bambini e che è come una piccola luce, in grado di schiarire il buio più pesto.
