
La tradizione ci racconta che gli ultimi 3 giorni di gennaio (o gli ultimi due e il primo febbraio) siano detti “i giorni della merla”, giorni più freddi dell’anno perchè siamo nel cuore dell’inverno. Questo non è del tutto vero, soprattutto negli ultimi decenni ma nel tempo del detto popolare c’erano inverni diversi.
La leggenda narra che i merli un tempo erano bianchi e cercando riparo nei giorni freddi, vicino ai comignoli, divennero neri come il carbone. Per ricordare questa leggenda ho voluto scrivere una filastrocca, che parlasse di speranza e di cambiamento, due qualità fondamentali per crescere sereni e forti. Come sempre mi piace ricordare anche di un passato lontano, il tempo padre dei nostri padri quando c’erano i carbonai che trasformavano la legna in carbone, la fonte di energia preziosa del passato, perchè la Storia degli uomini a volte insegna più della storia dei Re e delle Regine.


Per i bambini la scrittura è un esercizio di scoperta, di se stessi, della propria identità ma anche dei propri desideri. Si parla tanto di desideri e di realizzazione e chi meglio dei bambini può capire questo? Scrivere la letterina alla fatina, all’angioletto, a Babbo Natale e a quanti altri destinatari magici e accoglienti, li mette in condizione di aprire il proprio mondo alla fantasia e al coraggio di esprimersi. Sul sito 
Oggi il google doodle ci ricorda Charles Perrault, scrittore parigino del 1600 che non si limitò a scrivere favole, ma come sempre nella favola si riesce a nascondere il messaggio più importante che la sensibilità può cogliere dall’esistenza.
Il mito della Befana ha origini antiche e si mescola con la tradizione popolare e contadina, raccontandoci di una vecchietta vestita di stracci che durante la notte porta a tutti i bambini un dono, un dolce ma anche un pezzo di carbone. La leggenda popolare ci racconta che tre Re Magi durante il viaggio verso Betlemme incontrarono la vecchia Befana e la invitarono a seguirli verso Gesù Bambino ma lei non volle andare. Solo dopo si accorse che forse aveva sbagliato e così vagò tutta la notte portando doni ai bambini sperando che tra questi ci fosse il piccolo Gesù.










