Slow write…

Chissà perchè gli anglicismi in questo paese funzionano bene nella comprensione. Del resto se avessi titolato “Scrivere lentamente”, sarebbe balzato alla mente la povertà di una capacità più che l’abilità di un talento.

Piccole sfumature che strategicamente riescono a descrivere cosi bene il nostro tempo. “Cosa resterà”, cantava Raf, degli anni ottanta. Beh, la cantavo anche io e oggi gli risponderei “molto”.

Forse perchè li ho vissuti, chissà. Di questi anni invece che resterà? Troppe fotografie per lo più scattate male, molti aforismi di filosofia stradale e tanta, ma davvero tanta, infelicità.

Cosa mancava? chiederanno i posteri. La vita cari posteri, vi rispondo per scritto cosi resta.

In ogni caso ho cominciato un anno slow write, slow drawing, slow all. E’ una compensazione credo. Visto che tutto va molto veloce, io rallento tutto e torno a una percepita normalità.

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